Tobin tax: banche ed enti finanziari chiedono al governo slovacco di non approvarla

L’imposta sulle transazioni finanziarie (la cosiddetta Tobin tax) in Slovacchia potrebbe risultare in tassi di interesse più elevati sui prestiti, rendimenti inferiori dei fondi comuni di investimento, minori pensioni del secondo e terzo pilastro pensionistico, o in un deterioramento del finanziamento del debito pubblico. Questi avvertimenti provengono dai rappresentanti di cinque associazioni finanziarie in Slovacchia che sottolineano come alla fine anche il gettito previsto da questa nuova imposta, che la Slovacchia dovrebbe applicare insieme a un certo numero di paesi membri UE, potrebbe non essere raggiunto.

Il direttore esecutivo dell’Associazione bancaria slovacca (SBA), Ladislav Uncovsky, ha detto di avere la senzazione che si tratti solo di un gioco politico e che i vantaggi economici per i paesi che la applicano non saranno poi così rimarchevoli. Banche, assicurazioni e altre istituzioni finanziarie spingono il governo slovacco a rifiutare l’introduzione della tassa, il cui esame interparlamentare si è concluso venerdì.

L’imposta è prevista entrare in vigore in undici paesi europei a partire dal prossimo anno. Secondo una stima del Ministero delle Finanze lo Stato slovacco dovrebbe incassare un gettito tra i 29 e i 46 milioni di euro. La tassa dovrebbe essere dello 0,1% su ogni operazione di scambio di azioni e obbligazioni e di una tassa dello 0,01% sui derivati.

(Red)

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