Sme: OSCE, funzionati pubblici slovacchi si comportino all’altezza del loro incarico

Il caso dei giudici slovacchi che insieme a un procuratore in pensione hanno organizzato una festa nel 2010 nel bar Bonanno a Rajecke Teplice, e che hanno intentato una causa al taboid Novy Cas per lo scoop sulla festa, è divenuto di interesse anche per l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), che tramite il suo rappresentante per la libertà dei media, Dunja Mijatovic, ha rivolto al Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak la raccomandazione che i funzionari pubblici debbono, anche nella vita privata, tenere un comportamento al di sopra di ogni sospetto – e di ogni critica. Lo ha fatto in occasione della ricorrenza del World Press Freedom Day, che si è celebrato venerdì in tutto il mondo.

Il quotidiano Sme ha ricordato ai suoi lettori il 3 maggio che il caso riguarda un gruppo di giudici che hanno partecipato a una festa nel 2010, riportata pochi giorni dopo dal giornale Novy Cas e soprannominato “il festino alla Harman“. L’avvocato in pensione Tibor Pechy ha intrattenuto gli amici indossando un fucile automatico e due cuffie di colore blu – accessori che chiaramente si rifacevano a quelli indossati dal pluriomicida Lubomir Harman, l’uomo che fece un massacro nel quartiere della capitale Devinska Nova Ves nell’agosto 2010 con sette morti e oltre una dozzina di feriti prima di sparare a sé stesso.

I partecipanti alla festa hanno fatto causa contro il giornale nel febbraio di quest’anno, chiedendo complessivamente un risarcimento di 940.000 euro per una serie di storie che il quotidiano pubblicò sul fatto.

L’OSCE ha anche posto la sua attenzione a un altro caso che riguarda il quotidiano Sme, citato a giudizio dal giudice Michal Truban della Corte penale specializzata (all’epoca chiamata Corte speciale) per una storia su una viaggio venatorio al quale l’uomo, secondo Sme, aveva partecipato gratuitamente. Il giudice affermò che si trattava di un caso di reciprocità e che l’articolo aveva leso la sua ‘dignità umana’. I tribunali hanno ordinato a Sme di pubblicare delle scuse in prima pagina, redatte dalla stessa persona offesa, per tre giorni consecutivi.

(Fonte Sme)

Fotografia:  amagill@flickr.com

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