Il Governo slovacco approva la partecipazione all‘EFSF, ma respinge il prestito alla Grecia

Il Governo, nella sessione straordinaria di oggi, ha convenuto sulla necessità di firmare l’accordo quadro del Meccanismo di stabilità finanziaria europea (EFSF), anche se l‘ok definitivo della Slovacchia è ancora soggetto a ratifica in Parlamento e alla firma del Presidente Ivan Gasparovic. Il Premier Iveta Radicova (SDKU-DS) ha ribadito la sua posizione formulata a Bruxelles a inizio settimana: la Slovacchia, pure ultimo tra i paesi della zona euro ad accettare l’accordo, non bloccherà l‘EFSF. Allo stesso tempo, la Slovacchia chiederà una stretta supervisione dell‘EFSF a livello UE. La proposta era stata raccomandata dal Ministro delle Finanze Miklos e degli Affari Esteri Dzurinda.

Anche il leader SaS Richard Sulik ha concordato con la firma del quadro finanziario di sicurezza, nonostante il suo partito abbia criticato il Meccanismo fin dall’inizio. «Approveremo l’accordo quadro della rete di sicurezza, perchè non vogliamo ostacolare l‘intera Unione Europea. Il nostro parere in materia è diverso, noi non riteniamo che sia una buona cosa, ma riconosciamo la realtà politica, e così votaremo a favore», ha detto Sulik. [L‘EFSF è in realtà un progetto della zona euro soltanto, e non dell’Unione Europea-NdR].

Il presidente di KDH Jan Figel, pur approvando il Meccanismo, ritiene sia necessaria «maggior disciplina nel patto di stabilità e crescita» dell’eurozona.

La quota della Slovacchia nel pacchetto di stabilità europeo vale 4,4 miliardi di euro, il che è 2-3 volte superiore alla quota del Paese più ricco dell’eurozona, il Lussemburgo, in termini di percentuale sul prodotto interno lordo (PIL).

Al tempo stesso il Governo ha deciso di rifiutare il prestito alla Grecia in linea con i piani dei paesi della zona euro. Il Governo raccomanda che il Parlamento non approvi accordi parziali necessari per la concessione del prestito alla Grecia da parte della Slovacchia.  L’accordo iniziale sugli aiuti alla Grecia è stato firmato dal Governo precedente di Robert Fico (Smer-SD) nel Maggio 2010.

Entrambe le decisioni erano attesi dopo il Consiglio di Coalizione tenutosi ieri sera con le direzioni dei quattro partiti di centro-destra  che compongono il Governo (SDKU-DS, SaS, KDH e Most-Hid). Il Movimento Cristiano Democratico (KDH) è stato l’unico partito della coalizione disposto a fornire gli aiuti finanziari alla Grecia, anche se sotto «strette e più accettabili condizioni», ha detto Figel.

Dando l’ok al Meccanismo di stabilità (EFSF), ha detto oggi il Premier Iveta Radicova dopo la seduta straordinaria del Governo, «il Governo ha confermato la decisione politica del precedente Governo a Maggio, e ha adottato una risoluzione con esigenze specifiche in cui la Slovacchia parteciperà concretamente nel soddisfare il Meccanismo». Il Governo slovacco chiede però una rigorosa attuazione del patto di stabilità, compreso un meccanismo chiaro per la bancarotta controllata di un paese indebitato. Allo stesso tempo le istituzioni europee dovrebbero poter confermare che il paese interessato ha fatto tutto il possibile per garantire il ri-finanziamento attraverso il mercato finanziario, e di seguito potrà essere fornito un prestito restituibile in linea con le condizioni del Fondo Monetario Internazionale.

«Abbiamo passato l’EFSF, raccomandando che il Parlamento approvi l’accordo generale, tra cui una risoluzione che afferma le riserve del Governo. L’approvazione dell’accordo non significa approvazione delle garanzie per i singoli casi», ha detto il Ministro delle Finanze Ivan Miklos (SDKU-DS), aggiungendo che se un paese chiede un prestito concesso dall’EFSF, tutti i paesi della zona euro devono essere d’accordo. Il Presidente Ivan Gasparovic, la cui firma è necessaria per la decisione finale, è già stato informato della misura presa dal Governo, ha detto Miklos.

Il Ministro delle Finanze ha accusato il suo predecessore Jan Pociatek (Smer-SD) di «non avere una calcolatrice o di dormire» a Bruxelles nel Maggio scorso, quando discusse e concordò il contributo slovacco al Meccanismo di 4,4 miliardi di euro. Miklos ha aggiunto che proprio a causa dell’accordo prso da Pociatek né lui né la Radicova sono riusciti a cambiare il livello del contributo durante il loro viaggio a Bruxelles all’inizio di questa settimana.

(Fonte TASR, Pravda, La Redazione)

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