Draghi, BCE: Eurozona ha bisogno di riforme strutturali e unione bancaria

Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea (BCE), che si è riunito ieri a Bratislava presso Reduta, ha deciso, come da molti atteso, di tagliare il suo tasso di interesse di riferimento di un quarto di punto, portandolo al nuovo minimo storico dello 0,5%. Si è arrivati a questa decisione (la terza riduzione dal 2011) per le preoccupazioni sugli sviluppi economici nella Zona Euro, per la disoccupazione record (12,1%) e per un’inflazione che oggi è inferiore al previsto (1,2% in media in Eurozona). In questo modo, è stata mantenuta la promessa di intervenire nel caso le prospettive di ripresa economica fossero peggiorate. Proprio ieri, del resto, era arrivato l’ultimo colpo – l’indice delle attività produttive in Zona Euro è sceso ancora a 46,7 punti. L’indicatore è da ormai 14 mesi sotto i 50, soglia tra contrazione e crescita.

Nella conferenza stampa che ha fatto seguito alla riunione, il presidente BCE Mario Draghi ha sottolineato la raccomandazione che i governi dei paesi euro intensifichino gli sforzi per introdurre riforme strutturali a livello nazionale, concentrandosi sul consolidamento di bilancio e, se necessario, continuando a ri-capitalizzare le banche. È necessario mantenere, ha anche detto, le attuali dinamiche di costruzione di una vera unione economica e monetaria, inclusa una rapida introduzione di un sindacato bancario. La BCE, ha assicurato Draghi, rimane vigile e pronta ad agire se necessario con eventuali ulteriori riduzioni del tasso di interesse di riferimento.

Il direttivo della BCE si riunisce mensilmente, e due volte all’anno lo fa in un luogo diverso dalla sua sede, a Francoforte.

(Red)

Foto: ecb.int

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