Unione Europea: prigionieri di Babele

L’allargamento dell’UE ha moltiplicato le lingue ufficiali e le spese di traduzione. Per semplificare le cose c’è chi vorrebbe usare solo l’inglese, ma nei paesi latini l’opposizione sembra insormontabile.

I soldi parlano, soprattutto a Bruxelles. Un miliardo di euro in portoghese diventa “mil milhoes de euros”, ossia mille milioni. In spagnolo “billón” significa un milione di milioni, quindi “billion” si dice “mil millones de euros”. A confondere ancor più le cose, “billion” in croato si dice “milijarde” e in olandese “miljard” . Quando infine un francese parla di “un billion” in genere si riferisce a quello che i britannici chiamano “a trillion”. Ah, sì: non dimentichiamo poi che un “Billiarde” tedesco per un francese equivale a “quadrillion”. Naturalmente.

Nelle istituzioni dell’UE la traduzione è un’impresa complessa, e spesso costosa. La Commissione Europea ha tre “lingue ufficiali”: tedesco, francese e inglese. Con l’espansione dell’UE e le 23 lingue che si parlano al momento negli stati membri, però, il numero delle traduzioni è lievitato da due o trecento a due o tremila. Si stima che l’UE produca ogni anno circa 1,76 milioni di pagine da tradurre, per una spesa che si aggira sui 300 milioni di euro (o 257 milioni di sterline). Quando il 1 luglio anche la Croazia entrerà nell’UE si dovrà aggiungere ancora un’altra lingua.

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(Philip Oltermann per The Guardian)

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