E alla fine l’UE dichiara guerra (ma con calma) ai paradisi fiscali

Dopo gli scandali a ripetizione e le liste con ministri, politici, industriali e “servitori dello Stato” beccati con le mani nella marmellata dei paradisi fiscali e delle zone e porti franchi, l’Unione Europea cerca di mettere una tardiva toppa che però dovrà fare i conti con la presenza sul suo stesso territorio di paesi come il Lussemburgo, le Channel Islands britanniche (ma anche la stessa madrepatria non scherza) e diverse zone franche dove gli evasori fiscali sono benvenuti e l’elusione è la norma.

Ieri in un comunicato la Commissione Europea ha spiegato che «nell’ambito degli interventi concertati per contrastare l’evasione e l’elusione fiscali la Commissione presenta oggi la nuova piattaforma per la buona governance fiscale, che permetterà di monitorare i progressi compiuti dagli stati membri nella lotta alla pianificazione fiscale aggressiva e nell’inasprimento dei controlli sui paradisi fiscali, in linea con le proprie raccomandazioni dell’anno scorso. Lo scopo è garantire un intervento effettivo e concreto degli stati membri per affrontare questi problemi in maniera coordinata a livello dell’UE. La piattaforma sarà composta da un’ampia rappresentanza di soggetti interessati, come le autorità tributarie nazionali, il Parlamento europeo, le imprese, le università, le Ong e altre parti interessate. Ne risulteranno facilitati il dialogo e lo scambio di competenze, che a loro volta possono concorrere a un approccio più coordinato e efficace dell’UE alla lotta contro l’evasione e l’elusione fiscali».

Anche a livello internazionale l’UE ha qualche problema con i paradisi fiscali, visto che alcuni dei luoghi dove le tasse sono un optional (le Isole Cayman, Montserrat o le Isole Vergini Britanniche, Aruba, Curaçao e Sint Maarten) sono colonie o territori associati a  paesi europei come la Gran Bretagna e l’Olanda.

La piattaforma per la buona governance fiscale è una delle iniziative previste dal piano d’azione della Commissione del dicembre 2012 contro l’evasione fiscale. Ne faranno parte 45 membri circa: un rappresentante di alto livello delle autorità tributarie di ogni stato membro e una quindicina di rappresentanti non governativi. Questi ultimi saranno nominati dalla Commissione in esito a una procedura aperta di candidatura. Oggi è stato lanciato anche l’invito a presentare le candidature per la selezione delle organizzazioni partecipanti, il cui mandato sarà di tre anni, rinnovabili alla scadenza su presentazione di una nuova domanda di partecipazione.

Algirdas Šemeta, Commissario europeo per la Fiscalità e l’unione doganale, le statistiche, l’audit interno e la lotta antifrode, ha detto: «Battersi contro l’evasione fiscale significa battersi per proteggere l’equità del nostro sistema fiscale, la competitività della nostra economia e la solidarietà tra gli stati membri. Non possiamo permetterci di perderla questa battaglia, la posta in gioco è troppo preziosa! Per questo ci rallegriamo del rinnovato impegno degli stati membri in questa lotta, ma è ora che si trasformi in azione concreta. La piattaforma che nasce oggi permetterà agli stati membri di restare all’erta e di raggiungere risultati all’altezza delle aspettative nella lotta all’evasione».

La piattaforma dovrà monitorare i progressi compiuti per mettere in pratica le due raccomandazioni legate al piano d’azione la Commissione spiega che «La prima raccomandazione prevede una presa di posizione rigorosa dell’Unione contro i paradisi fiscali, che va ben oltre le vigenti misure internazionali. Gli stati membri sono incoraggiati a individuare, in base a criteri comuni, i paradisi fiscali e a inserirli in “liste nere” nazionali. La seconda raccomandazione, che riguarda la pianificazione fiscale aggressiva, prevede modi per eliminare le possibilità attualmente sfruttate dalle imprese per evitare di pagare la loro giusta quota di tasse, ad esempio attraverso un rafforzamento delle disposizioni antiabuso contenute in convenzioni bilaterali in materia fiscale, nella legislazione nazionale e nella legislazione dell’Unione sulle società. Dovranno essere ignorate le montature create artificialmente per eludere le tasse e le società saranno tassate invece in base alla sostanza economica reale dell’attività».

La prima riunione dei membri della piattaforma è fissata provvisoriamente per il 10 giugno 2013.

(Fonte)

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