Caduta del governo Radicova, SMS svela retroscena tra Sulik e la Premier

Il quotidiano Sme ha rivelato oggi in prima pagina un retroscena interessante sulla caduta del governo di centrodestra di Iveta Radicova nell’ottobre 2011. Un messaggio di testo (SMS) tra l’ex Presidente del Parlamento Richard Sulik (Libertà e Solidarietà / SaS) e l’ex Primo Ministro Iveta Radicova (SDKU-DS), pubblicato dal giornale, mostra che la decisione di porre la fiducia sul voto per l’approvazione del fondo salvastati EFSF fu una scelta dell’ultimo minuto. Proprio il giorno prima del voto, e della caduta del governo, l’ex Premier ha scritto: «Abbiamo concordato che avremo un colloquio. E come avete richiesto, non lo collegherò a un voto di fiducia al governo. Non metto la mia firma sotto al ritorno di Fico», si legge nel messaggio SMS che Radicova avrebbe inviato al capo di SaS la mattina del 10 ottobre. Quel giorno, la coalizione composta dai quattro partiti di destra (SDKU, KDH, Most-Hid e SaS) non riuscì a trovare un accordo, e la posizione dei neoliberali di Sulik era nettamente contraria al fondo per il salvataggio dell’Eurozona, che a loro parere andava contro gli interessi del Paese.

A quel punto, secondo la Radicova sono stati gli altri tre partiti SDKU-DS, KDH e Most-Hid a prendere la decisione di legare i due voti – la ratifica dell’EFSF e la fiducia al governo, pensando in questo modo di portare SaS a più miti consigli. 38 ore dopo il messaggio della Radicova, scrive Sme, SaS votò compatto contro il nel meccanismo di salvataggio EFSF, provocando la caduta del governo.

È stato ora lo stesso Sulik a mostrare ai media il messaggio, con il consenso della Radicova, dopo l’uscita di un brano del libro scritto dall’ex Premier che Sulik riteneva impreciso, se non anche falso. Nel passaggio incriminato, Iveta Radicova aveva scritto: «Non siamo mai stati amici. Ma credo che fossimo abbastanza pragmatici da essere in grado di fare un accordo. Lui [Sulik] però ha finito per fare di me un bersaglio. Le mie prese di posizione mi hanno tenuto al sicuro ma lui mi ha colpito al cuore».

Nel voto per il meccanismo di salvataggio (EFSF) votarono appena 55 dei 124 deputati presenti, mentre erano necessari almeno 76 voti. Il Parlamento ha poi rivotato il provvedimento appena due giorni dopo, il 13 ottobre 2011, con 114 deputati a favore, 30 contrari e 3 astenuti, grazie al coinvolgimento dei socialdemocratici di Smer (il maggior gruppo parlamentare), dopo un accordo tra lo stesso Smer e i tre partiti rimanenti della coalizione di centrodestra sulla data per le nuove elezioni (che poi vincerà Smer). La ratifica finale, con la firma del Presidente Gasparovic, è poi arrivata pochi giorni dopo.

(La Redazione)

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