Gas: l’UE serra le fila sul Corridoio meridionale

Una lettera del Commissario UE all’Energia, Gunther Oettinger, e dell’Alto Rappresentante della Politica Estera dell’Unione, Catherine Ashton, invitano i paesi membri ad evitare partigianerie nella realizzazione. Due i progetti in corsa: il Nabucco e la TAP. Uniti nella diversità, ma anche nella sicurezza energetica. Nella giornata di giovedì 18 aprile il Commissario UE all’Energia Oettinger e la “Ministra degli Esteri” dell’Unione Europea Catherine Ashton hanno invitato i 27 paesi UE a non dividersi tra progetti concorrenti nella realizzazione del Corridoio Meridionale.

I due esponenti politici di Bruxelles hanno invitato gli stati membri a valutare l’importanza strategica della realizzazione di un’infrastruttura concepita per veicolare in Europa gas dall’Azerbaijan, e diminuire così la dipendenza dalle forniture di gas di Mosca – che ad oggi coprono il 40% del fabbisogno totale UE. Oettinger e la Ashton hanno anche invitato i paesi UE ad evitare partigianerie nel sostenere i gasdotti progettati nell’ambito del Corridoio Meridionale, mantenendo come unico principio alla base della scelta la solidarietà tra i membri dell’Unione. I due progetti del Corridoio Meridionale – fascio di gasdotti concepito per veicolare gas azero in Europa – sono il Nabucco e il Gasdotto Trans Adriatico-TAP.

Il Nabucco, supportato economicamente dalle compagnie austriaca OMV, romena Transgaz, bulgara BEH, e ungherese MVV, è sostenuto politicamente da Austria, Bulgaria, Romania, Slovacchia, Turchia e Polonia, ed è concepito per veicolare 30 miliardi di metri cubi di gas dell’Azerbaijan dalla Turchia Occidentale in Austria attraverso Bulgaria, Romania ed Ungheria.

Il Gasdotto Trans Adriatico, supportato economicamente dal colosso norvegese Statoil, dalla compagnia svizzera AXPO, e da quella tedesca E.On, è sostenuto politicamente da Italia, Grecia, Albania e Svizzera. La TAP dovrebbe veicolare 21 miliardi di metri cubi di gas azero in Italia dal confine tra Grecia e Turchia attraverso l’Albania.

Sia il Nabucco che la TAP hanno offerto la metà delle loro azioni al consorzio per lo sfruttamento del giacimento Shakh Deniz, in Azerbaijan, da cui il gas sarà importato. Il consorzio è composto dal colosso britannico British Petroleum, da quello azero SOCAR, dalla Statoil, e dalla compagnia francese Total.

Per bloccare il Corridoio Meridionale UE, la Russia, che intende mantenere il monopolio nel mercato del gas europeo, ha progettato tre infrastrutture: il Southstream, il prolungamento del Nordstream, e la seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa.

Il Southstream è concepito per veicolare 63 miliardi di metri cubi di gas russo dalla Russia all’Austria tramite il fondale del Mar Nero, Bulgaria, Serbia, Ungheria, Slovenia ed Italia. Contrastato dalla Commissione Europea, il Southstream è sostenuto, oltre che dalla Russia, anche da Bulgaria, Ungheria, Slovenia e Serbia.

Il Nordstream, realizzato nel 2012, rifornisce di 55 miliardi di metri cubi di gas la Germania dalla Russia attraverso il fondale del Mar Baltico, bypassando in questo modo la Polonia, gli Stati Baltici e gli altri paesi dell’Europa Centrale. Di recente la Russia ha progettato l’ampliamento del Nordstream alla Gran Bretagna, per rifornire del suo gas anche le coste inglesi.

La seconda parte del Gasdotto Yamal-Europa è progettata per veicolare gas dalla Russia alla Croazia attraverso Polonia, Slovacchia ed Ungheria. Il progetto blocca non solo la realizzazione del Corridoio Meridionale, ma anche del Corridoio Nord-Sud: fascio di gasdotti progettato per collegare il rigassificatore polacco di Swinoujscie con quello croato di Krk.

(Matteo Cazzulani)

Foto:  mag3737/flickr.com

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