Italia – Proposte di legge da associazioni e giovani Pd contro precarietà e fuga all’estero

Oltre 50 associazioni tra cui Venti Maggio-Tutelare i Lavori, Giovani Democratici, Lavoro & Welfare insieme ai 15 deputati del gruppo Under 35 del Pd hanno presentato a Roma il 10 aprile un pacchetto di proposte di legge per contrastare la precarietà ed evitare l’irrefrenabile fuga dei giovani italiani all’estero. Compenso minimo legale, modifica della Legge Fornero, ammortizzatori e tutele sociali universali, giustizia previdenziale, Statuto del lavoro autonomo e professionale, diritto allo studio – questi sono gli argomenti e i temi di cui si occupano gli otto disegni di legge che sono stati presentati in Paramento (consultabili su www.tutelareilavori.it).

Fausto Raciti, deputato e segretario dei Giovani Democratici spiega che i disegni di legge «sono il frutto di un intenso lavoro di partecipazione che nel corso degli ultimi due anni ha visto, attraverso la campagna Alta partecipazione promossa dai Giovani Democratici, la partecipazioni di più di 50 diverse associazioni a cui complessivamente fanno riferimento diverse tipologie di lavoratori precari, autonomi, delle professioni». Le proposte «sono a disposizione di tutto il Parlamento e spero davvero che possano diventare un movimento di confronto costruttivo e meno politicistico anche coi nostri colleghi del Movimento 5 Stelle», ha detto Raciti. «Sono provvedimenti che offriamo alla loro firma e che con un voto di fiducia potrebbero diventare immediatamente legge».

Secondo il deputato Pd Giuditta Pini si è trattato «di un lavoro di vera politica. Siamo riusciti a dare voce attraverso questi provvedimenti a un mondo estremamente eterogeneo, e riteniamo possano essere sottoscritti anche dagli altri». Della delegazione dei deputati Pd che hanno fatto loro le otto proposte di legge fa parte anche Marianna Madia, la quale ha detto «Personalmente presenterò due distinti disegni di legge, uno relativo al Contratto Unico di inserimento Formativo (CUIF) che ha come obiettivo quello di facilitare e di uniformare l’accesso al lavoro e in questo modo modificare anche la riforma Fornero che su questo punto non ha fatto nulla lasciando invariata le oltre 40 tipologie contrattuali esistenti, e la realizzazione di un indennità di disoccupazione allargata ai lavoratori che oggi non ce l’hanno»

«Lo statuto dei lavori autonomi riguarda soci di cooperative, collaboratori occasionali imprenditori liberi professionisti – spiega Cesare Damiano, presidente di Lavoro &Welfare – e prevede il sostegno per le microimprese sostegno all’imprenditoria giovanile sostegno alla maternità promozione dei fondi mutualistici, marchi di qualità, investimenti in R&S, semplificazione degli adempimenti legislativi. E inoltre introduce il tema dell’equo compenso».

(Fonte ITL/ITNET)

Fotografia: artisandhu/flickr.com

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