SaS continua a perdere pezzi, Sulik invita Kollar a togliersi dai piedi

Continua il nervosismo all’interno del partito neoliberale Libertà e Solidarietà (SaS). Juraj Miskov (deputato, già ministro) si dimette da tutor regionale per Bratislava e da capo negoziatore del partito per le elezioni regionali di questo autunno. La motivazione da lui data è la dichiarazione del leader Richard Sulik sul fatto che SaS non nominerà un suo candidato alla presidenza della Regione di Bratislava. Miskov ritiene che la sua squadra di negoziazione era ormai ad un passo, dopo mesi di trattative, da un accordo su una grande coalizione a Bratislava, nella quale SaS avrebbe avuto un ruolo di primo piano. La dichiarazione, ha detto Miskov, è stata imprudente, prematura e inutile. Ora la squadra negoziale del partito potrebbe essere guidata da Sulik stesso, che intenderebbe dare alta priorità alle elezioni regionali che sono ormai abbastanza vicine.

Sulik ha nel frattempo invitato Jozef Kollar, lo sfidante alla leadership del partito battuto nel congresso del mese scorso, e con lui i suoi sostenitori (tra i quali Miskov era uno dei più in vista) a lasciare il partito. Kollar ha commentato l’invito dicendo ai media che Sulik ha rivelato di essere un leader che divide la gente intorno a lui, anziché attirarla a sé. A questo punto, ha detto Kollar, nel giro di pochi giorni annuncerà se lascerà o meno il partito.

Sulik ha ricordato che Kollar prima del congresso ha garantito che avrebbe continuato ad essere parte di SaS indipendentemente da chi veniva eletto presidente, e che gli ha anche offerto la carica di vice presidente, ma il collega non l’ha accettata.

Negli stessi momenti, anche il vice presidente Lubomir Galko ha detto senza mezzi termini che sarebbe il caso che chiunque intenda lasciare SaS lo dica onestamente, così che ci si possa stringere la mano e salutare l’un l’altro dignitosamente. Le partenze, ha detto Galko, non sono un problema e sono cose che capitano ad ogni partito, ma la situazione in SaS «si trascina da troppo tempo».

Gli analisti politici vedono la mossa di Sulik come intelligente, anche se non è comune sulla scena politica slovacca. Michal Horsky ha detto a Sita che era ormai evidente che il gruppo di Kollar stava abusato della presenza nel partito per attirare l’attenzione dei media. Jan Baranek, crede che un eventuale nuovo partito fondato da Kollar avrebbe potuto attrarre gli elettori delusi dalla destra (escluso KDH), ma anche gli elettori sono ormai stufi della frammentazione di partiti e partitini.

Già una serie di membri del partito sono fuggiti negli ultimi giorni, e altri certamente seguiranno. SaS entrò prepotentemente sulla scena politica slovacca alle elezioni del 2010, quando ottenne 22 seggi, e il 12,14% dei voti, mostrandosi come secondo partito della coalizione di destra che sostenne il governo Radicova. Fu però proprio SaS a cantare il requiem alla Radicova quando nell’autunno 2011 votò contro il fondo salva-stati EFSF, che venne comunque approvato dal Parlamento pochi mesi dopo con l’aiuto dei socialdemocratici di Smer-SD. Già alle successive elezioni politiche del giugno 2012, tuttavia, il partito aveva perso metà degli elettori, ed entrò in Parlamento per un’incollatura con il 5,8% di sostegno. In Slovacchia vige una barriera di ingresso del 5%.

(Red)

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