Strategia per la Regione danubiana, CE: una buona partenza, ma ora mettiamo una marcia in più

L’UE ha pubblicato la prima relazione sui progressi nell’ambito della Strategia europea per la Regione danubiana, a due anni dal suo avvio. Il report dà atto di importanti risultati alla soluzione di problemi di carenza di collegamenti dei trasporti, alla mancanza di competitività, all’inquinamento e alla criminalità. La macroregione danubiana è composta di 14 paesi, 8 dei quali sono stati membri dell’UE. Secondo la relazione, con diversi progetti e iniziative questi paesi hanno già istituito un sistema concreto di cooperazione.

La Commissione Europea sollecita però i governi dei paesi coinvolti a dar seguito ai loro impegni politici dando un carattere prioritario alla Strategia negli ambiti politici, ed esorta gli 8 stati membri coinvolti, insieme alla Croazia, a incorporare la Strategia nei loro piani relativi alla prossima generazione di programmi condotti all’insegna della politica regionale per il periodo 2014-2020.

Johannes Hahn, Commissario UE per lo Sviluppo regionale, pensa che «abbiamo fatto un’ottima partenza. La Strategia per la Regione danubiana dimostra già che, operando di concerto, possiamo ottenere un impatto molto maggiore che se tentassimo di affrontare i problemi in modo isolato». È però ora necessario un salto di qualità, dice, che per i 14 paesi membri significa non soltanto pie intenzioni o belle parole. «Auspico che le priorità della Strategia per la Regione danubiana vengano inserite nella nostra prossima programmazione dei Fondi regionali e siano radicate a fondo nelle priorità nazionali, regionali e locali in ciascuno dei paesi interessati».

Progressi concreti sono tuttavia stati realizzati nei quattro ambiti chiave della Strategia: collegare la Regione Danubiana, proteggere l’ambiente, portare la prosperità e rafforzare la Regione danubiana. Il rapporto conferma che la Strategia ha messo in atto una preziosa struttura di lungo periodo per la cooperazione e ha generato un chiaro impegno politico tra i partner, e sollecita i governi a fare uso efficiente e combinato dei finanziamenti disponibili. Invita poi i 14 paesi coinvolti a fare in modo di disporre a livello nazionale di strutture adeguatamente finanziate e dotate di personale sufficiente per assicurare la realizzazione delle priorità della Strategia per la Regione danubiana, e i governi dell’UE dovrebbero far valere gli obiettivi della Strategia nelle riunioni periodiche settoriali, come quelle cui presenziano i ministri dei trasporti, dell’ambiente, della ricerca e dell’interno dei 27 stati dell’UE (28 da luglio con l’ingresso della Croazia).

La Strategia è stata avviata nel 2011 in risposta a una richiesta dei governi dell’UE formulata due anni prima. I 14 paesi della macroregione (di cui 8 stati membri dell’UE) sono: Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Bulgaria, Romania, Croazia, Serbia, Bosnia e Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldova. Il primo Forum annuale della Strategia si è tenuto a Ratisbona nel novembre 2012, dove è intervenuto il Cancelliere Angela Merkel. Il secondo Forum annuale si terrà a Bucarest il 28/29 ottobre di quest’anno.

Quella danubiana è la seconda macroregione dell’UE ed ospita più di 100 milioni di persone. La prima macroregione è quella del Baltico cui è stata consacrata una strategia avviata nel giugno 2009. L’imminente relazione sulla valutazione delle strategie macroregionali è prevista per il giugno 2013. Nel Consiglio Europeo del dicembre 2012 i governi dell’UE hanno chiesto alla Commissione di proporre una terza macroregione, la macroregione Ionico-adriatica.

(Fonte Europa.eu)

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