UE, dal 1 luglio 2013 anche la Croazia entra nell’Unione

Dal prossimo primo luglio la Croazia diventerà il 28esimo stato dell’Unione Europea. Lo ha stabilito in una nota la Commissione Europea che ha adottato il suo ultimo Report di monitoraggio sulla preparazione della Croazia per l’ingresso nell’Unione: «La Commissione valuta che la Croazia abbia completato le dieci azioni prioritarie individuate nella precedente relazione del mese di ottobre, e abbia dimostrato la volontà e la capacità di attuazione degli impegni in tempo utile prima dell’adesione. La Commissione conclude che la Croazia è pronta per entrare nell’Unione europea dal 1 luglio 2013», si legge nel rapporto. Il Commissario per l’allargamento e la politica europea di vicinato Stefan Fuele ha commentato la cosa dicendo che «questo rapporto è una notizia positiva. La Croazia ha lavorato sodo e tenuto il ritmo delle riforme. Ha fatto grandi passi avanti non solo rispetto alla fine dei negoziati di adesione, ma anche rispetto alla relazione di monitoraggio precedente. Dei risultati raggiunti hanno beneficiato direttamente i cittadini». Il Paese, ha continuato Fuele, «è pronto a prendere il suo posto nella UE, come previsto, e siamo tutti in attesa del completamento della ratifica del trattato di adesione e di dare il benvenuto alla Croazia nell’Unione Europea il 1 luglio». Si tratta, ha concluso, di un buon esempio per il resto della regione che si muove verso l’Unione.

La nota dell’Ue prosegue affermando che «la relazione di monitoraggio si concentra sulla politica di concorrenza della Croazia, sul sistema giudiziario e i diritti fondamentali, così come su giustizia, libertà e sicurezza. Viene valutato anche che il Paese abbia dimostrato la sua capacità di rispettare gli impegni legati agli adesione all’UE, che sia pronto a ricevere i fondi strutturali». Bruxelles sottolinea anche che l’adesione della Croazia deve essere interpretata come un ulteriore incentivo ad andare avanti con le riforme e a migliorare ulteriormente, soprattutto nella lotta contro la corruzione.

Il rapporto dei funzionari UE è arrivato insieme alla ratifica del Trattato di adesione da parte del Parlamento sloveno, che non era così scontata. La Slovenia ha però approvato con un voto quasi unanime, rimuovendo ogni possibile ostacolo tra Zagabria e Bruxelles, e garantendo la propria correttezza nei confronti dell’ex scomodo vicino. Tra le questioni bilaterali ancora aperte tra i due paesi, oltre alla controversia sui confini marittimi nel golfo di Pirano demandata a un arbitrato internazionale, restava quella dei debiti della Nova Ljubljanska Banka, che riguarda i risparmi di circa 130.000 cittadini croati della banca divenuta slovena dopo la dissoluzione della Jugoslavia. Come scrive EastJournal.net, un compromesso finanziario tra i due paesi era stato siglato poche settimane fa dai due Primi Ministri, Jansa e Milanovic, accordandosi per una soluzione della vicenda nell’ambito della Banca dei Regolamenti Internazionali.

Nei prossimi tre mesi prima dell’ingresso ufficiale della Croazia si attendono le ratifiche in corso in altri quattro paesi: Belgio, Danimarca, Germania e Finlandia, che non dovrebbero comunque riservare sorprese.

(Red)

Fotografia: wikipedia

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