SaS: Sulik perde pezzi per strada dopo l’epurazione di Miskov, la direzione divisa

Da quando il confermato leader dei neoliberali di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik ha fatto fuori uno dei suoi principali oppositori interni, l’ex ministro Juraj Miskov, destituendolo da vice presidente, è cominciato un fuggi fuggi dalla direzione del partito. Dopo Xaver Gubas e Frantisek Ksenzsigh, membri del presidium, il primo pezzo da novanta a farsi da parte è stato Kamil Krnac, già candidato a capo della Corte dei Conti (NKU) e dell’Ufficio per la sicurezza nazionale (NBU). Krnac ha detto ai media che per come vanno oggi le cose nel partito, lui non vede più SaS come paladino della democratizzazione e della lotta contro la corruzione, come quando lui contribuì alla sua fondazione quattro anni fa.

E da ieri altri due membri, Jaroslav Suja (ex deputato e co-fondatore) e Michal Niznan, hanno lasciato, delusi dalla direzione presa dopo la rielezione di Sulik. «Le politiche di SaS si stanno allontanando dalla vita reale della gente in Slovacchia», ha detto il primo dei due, e l’ultimo congresso non ha che confermato questa rotta che il partito ha preso.

Tace per il momento Jozef Kollar, che dell’ala “ribelle” era il candidato a capeggiare il partito. Ha perso la sua partita il 16 marzo, quando è stato superato per pochi voti da Sulik, un voto che ha però mostrato una profonda divisione interna in due blocchi principali. Kollar non ha escluso tuttavia di uscire dal partito se non vede alternative.

Sulik dice che il partito deve essere una squadra forte che si basa più sul collettivo che sugli individui. Ha tuttavia dichiarato dispiacere per ogni partenza di compagni di partito.

(Red)

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