Enel: 2012, profitti in calo, possibili dismissioni anche in Slovacchia

Una centrale nucleare
Una centrale nucleare

I risultati del 2012 con il gruppo che ha sentito il peso della recessione e incassa un utile di 865 milioni – in calo del 79% – hanno fatto annunciare ad Enel un piano di recupero da realizzarsi nei prossimi due anni, che comprende una serie di esuberi di personale (sarebbero 3.500 i dipendenti interessati, per lo più in età vicino alla pensione) e una riduzione della sua capacità produttiva di 7 mila giga watt, da realizzarsi in particolare in Italia e Spagna con la fermata di centrali diseconomiche.

Si parla poi di asset da cedere, che sarebbero tra quelli che il gruppo ha in Europa centro-orientale e meridionale. Secondo il Sole 24 Ore non è improbabile una uscita di Enel dai mercati di Romania, Turchia e Grecia, ma qualche disinvestimento è ipotizzabile anche in Russia. E poi la Slovacchia, dove ha in portafoglio il 66% dell’ex monopolista statale Slovenske Elektrarne e sta facendo investimenti miliardari nella costruzione di due nuovi reattori, sarebbe vista dagli analisti come un altro possibile candidato alla dismissione, almeno parziale, dell’investimento. Non verrebbero invece toccati gli investimenti sui mercati di riferimento di Italia, in Spagna (che insieme fanno il 60% del fatturato di gruppo) e in Sudamerica.

In Slovacchia, secondo quanto scrive il Sole, il business non è più come una volta, e il calo dei prezzi dell’energia penalizza la crescita del gruppo. Il core dell’attività slovacca è il nucleare, che oggi, scrive, non è più una priorità per Enel.

(Red)

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