Europarlamento: la povertà conseguente alla crisi colpisce di più le donne

In una risoluzione non vincolante adottata il 12 marzo, gli eurodeputati evidenziano come le donne, più degli uomini, soffrano a causa della crisi che ha portato a tagli dei bilanci e della spesa sociale, che devono quindi essere compensati da investimenti nella formazione professionale e nell’imprenditoria femminile. Altre due risoluzioni riguardano le misure di lotta contro gli stereotipi di genere nell’UE e la tutela dei diritti delle donne nell’Africa del Nord.

«Le donne si trovano ad affrontare una crisi silenziosa che peggiora e indebolisce la loro condizione. Prima ancora della crisi economica, la disoccupazione, il lavoro precario e a tempo parziale, i salari bassi e le carriere lente già colpivano le donne più degli uomini. Oggi, con gli effetti delle politiche di austerità, alle donne viene inflitta una doppia punizione», sono le parole della relatrice Elisabeth Morin-Chartier (PPE, FR) nel dibattito di lunedì scorso sulla Giornata internazionale della donna.

Il Parlamento Europeo evidenzia come i tagli all’istruzione e all’assistenza all’infanzia abbiano spinto le donne a cercare un lavoro part-time, riducendo in tal modo non solo il loro reddito, ma anche le loro pensioni. Nel tentativo di porre qualche rimedio, l’Aula ha adottato una risoluzione sull’impatto della crisi sulla parità di genere e i diritti delle donne, e una risoluzione non vincolante sull’eliminazione degli stereotipi di genere nell’UE.

«Stereotipi e retribuzioni inferiori aumentano il rischio per le donne di cadere in povertà, in particolare per le donne anziane, anche a causa delle pensioni basse», ha affermato la relatrice Katrika Tamara Liotard (GUE/NGL, NL), che ha aggiunto: «I media possono contribuire a ridurre gli stereotipi di genere».

Silvia Costa, poi, ha presentato una relazione per tutelare i diritti delle donne nei paesi del Nordafrica chiedendo di utilizzare più efficacemente gli strumenti comunitari e invitando le autorità dei paesi interessati ad inserire nelle proprie costituzioni il principio dell’uguaglianza tra donne e uomini ponendo fine a tutte le forme di discriminazione e di violenza contro le donne. Si tratta, ha detto la Costa, di un sostegno ai processi di transizione in corso in Egitto, Tunisia, Libia e Marocco, garantendo il pieno coinvolgimento delle donne nei luoghi decisionali «alla luce del principio del more for more, più sostegno per più democrazia».

(Fonte europarl.it)

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