Sme: la grazia del Presidente anche a detenuti per casi di corruzione

Il quotidiano Sme scriveva lo scorso mercoledì che l’indulto di massa concesso a inizio anno dal Presidente Ivan Gasparovic, cogliendo l’occasione dei 20 anni della Costituzione della Repubblica Slovacca, ha permesso di ottenere la libertà anche ad alcuni detenuti condannati per gravi casi di corruzione. Tra questi, Jaroslav Suscak, condannato come intermediario nel presunto pagamento di una tangente di 5 milioni di corone (circa 166.000 euro), da parte di un investitore al sindaco del quartiere di Bratislava-Rača, Pavol Bielik. Già la pena di Bielik per aver accettato la tangente era stata annullata in passato dalla Corte Suprema.

La Corte penale specializzata in Pezinok ha confermato la libertà anche in una serie di altri casi controversi. Sme cita l’ex procuratore distrettuale di Povazska Bystrica, Tibor Abaffy, che fu condannato per aver accettato bustarelle e per abuso d’ufficio; l’impiegato statale Stefan Malinak che ha offerto una tangente di 20.000 euro a un alto funzionario del Ministero del Lavoro per riscrivere un progetto di legge sul risparmio pensionistico; Jan Balaj, che offrì una mazzetta da 42.000 euro per garantirsi ordini dal Ministero della Difesa; e l’ex giudice Eva Koczanova che emise decisioni giudicate illegittime in casi di restituzione fraudolenti.

Questo mentre il collega di Gasparovic a Praga, Vaclav Klaus, per l’amnistia concessa sempre a Capodanno – per la stessa ragione, il ventennale della Repubblica Ceca – che ha liberato 17 mila persone, un terzo dei detenuti nelle carceri ceche, ha rischiato l’impeachment per l’accusa di alto tradimento lanciatagli da 27 membri del Senato, che hanno accompagnato alla mozione 73 mila firme di cittadini. Klaus ha lasciato l’incarico di capo dello Stato la scorsa settimana, il 7 marzo. Il nuovo capo del Castello di Praga, Milos Zeman, ha difeso il suo predecessore dicendo che si può forse parlare di “errore”, ma certo non di tradimento. L’amnistia di Klaus provocò un certo malcontento da più parti. Secondo alcuni, l’obiettivo principale della grazia era la scarcerazione di alcuni manager di società statali accusati di corruzione e malversazione. La Corte costituzionale avrebbe respinto la mozione, affermando di non essere sua competenza il controllo del condono presidenziale.

(Fonte Sme, Red)

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