Le elezioni italiane sui media slovacchi

Tutti i maggiori media della Slovacchia hanno dato grande attenzione e spazio al voto in Italia, sottolineando i riflessi per l’intera Europa e le reazioni di Bruxelles. Nei commenti e articoli (tanti) apparsi sui media slovacchi, la gran parte dei titoli e delle opinioni appaiono negative e preoccupate, e parlano di una Italia spauracchio dell’Eurozona, dove si teme l’instabilità di quella che è la terza economia della moneta unica. Le parole “disastro”, “panico”, “shock”, “stallo” sono particolarmente usate e danno un quadro schematico ma tutto sommato anche realista. Qui di seguito una piccola rassegna.

Hospodarske Noviny, 22/02: “Gli italiani decidono il destino dell’Eurozona”.

Sme, 24/2: Gli italiani ancora credono che Berlusconi possa risolvere i problemi della gente comune. / Berlusconi ha costruito la campagna sulla promessa di ridurre le tasse sui redditi, e specialmente l’impopolare tassa sui beni immobili. Titoli di paragrafo: Lo vogliono le piccole imprese e La dolce vita scandalosa (in italiano).

Sme: 26/2: Gli italiani hanno votato contro il sistema. Vince le elezioni un comico. / In Italia ci sarà un governo solo se la sinistra si accorda con Beppe Grillo. / Un accordo poco probabile. L’articolo attacca così: “Non si è candidato, non ha dato interviste alla televisione, ma ha vinto le elezioni italiane”. Tra i titoli di paragrafo: Gli italiani hanno scatenato il panico a Bruxelles e Berlino e Disastro italiano.

Topky.sk, 26/2: Il voto in Italia ha scioccato Bruxelles: i mercati precipitano e incombe una crisi ancora più grande in Europa!

Webnoviny (Sita), 26/2: L’Italia spaventa l’Europa, la situazione dopo le elezioni è drammatica. / Le elezioni in Italia possono influenzare l’euro e riattivare la crisi nell’Eurozona / Le elezioni in Italia minano l’euro alle gambe.

Teraz (Tasr), 26/2: Per gli analisti, le difficoltà dell’Italia sono problemi anche per la Slovacchia.

Sme, 27/2: Perché gli italiani cambiano così spesso governo? Nel dopoguerra ne hanno avuti più di sessanta. / Il sistema elettorale aiuta l’instabilità. Tutti i partiti dicono di volerlo cambiare ma nessuna azione concreta è stata fatta finora. L’articolo attacca con “Un Parlamento paralizzato è qualcosa di nuovo per gli italiani, non è mai capitato dalla Seconda guerra mondiale. Ma l’instabilità, e le dimissioni del Premier, come le elezioni anticipate non sono una novità per la politica italiana”.

Novy Cas, 27/2: I risultati delle elezioni inducono al panico: l’Italia sfascerà l’Eurozona?

Topky.sk, 27/2: Il vincitore delle elezioni italiane Bersani: la situazione è drammatica.

Webnoviny (Sita), 27/2: Le elezioni italiane non hanno cambiato il rating, si aspetta il nuovo governo.

Pravda, 27/2: Le elezioni senza vincitore riportano l’Italia nel caos.Tra i titoletti: Il ritorno di Berlusconi, Il sistema sbagliato (riferendosi al sistema elettorale) e L’imprevedibile Grillo.

Il quotidiano finanziario Hospodarske Noviny, nei giorni 25 e 26 febbraio, ha seguito lo spoglio del voto nella sua edizione online, con lunghi articoli aggiornati “minuto per minuto” nella sezione Finweb, dando conto dei fatti, degli aggiornamenti dei risultati di voto e di molte opinioni provenienti dall’Italia, dall’Europa e non solo, voci di analisti ed economisti, grafici degli andamenti delle borse e monetari, e notizie di agenzia. Già alle 20.37 di lunedì, il giornale scriveva che l’Italia ha lanciato un’altra crisi finanziaria globale. Subito dopo sottolineava che l’Europa restava con il fiato sospeso per i risultati finali, dopo aver mostrato il crollo della Borsa italiana alla notizia che il centrodestra era in testa al Senato. Ieri (martedì), a risultati ormai certi, HN riparla di stallo e di possibilità di nuove elezioni, mentre già dalla primissima mattinata cita i rendimenti dei titoli italiani (a due anni) che sono cresciuti in meno di 24 ore di 0,40 punti percentuali segnando il massimo del 2013, mentre l’Euro, scrive, continua a indebolirsi e l’indice FTSE MIB della Borsa di Milano (quello delle grandi aziende) perde il 5%, mentre la Consob stava ragionando su misure per limitare la volatilità del mercato (interverrà più tardi per vietare e vendite allo scoperto delle azioni di Banca Intesa, che avevano perso in mattinata il 10%).

Bruxelles è sotto shock, scrive HN alle 10.46, quando sono ormai noti i seggi al Senato. Un analista ceco di iHNed.cz fa paragoni tra lo stallo italiano e la situazione creatasi dopo le elezioni in Grecia lo scorso anno e cita la possibilità di elezioni anticipate, anche se non così probabili. E ha citato il fatto che il governo Monti non ha approfittato dei tassi favorevoli fino a poco fa per emissioni di titoli, mentre adesso il costo del denaro sarà molto più alto. Non tutti sono costernati, scrive HN: certo, la Zona Euro è sconvolta, ma gli euroscettici britannici, per esempio, hanno accolto con favore i risultati delle elezioni italiane. E cita un paio di tweet del deputato britannico Douglas Carswell che si congratula con Grillo. Si cita poi l’opinione di Michael Valentik, analista di Generali PPF Invest, che pensa che l’unica buona notizia dall’Italia è la disintegrazione della Zona Euro. Bisogna guardare al futuro ad ampio spettro, da detto Valentik, ed è essenziale capire che la moneta unica è un progetto politico che non è riuscito. E mentre la Commissione UE avverte Roma che è necessario trovare una soluzione e continuare sulla strada delle riforme e la crescita economica, Martin Vlachynsky dell’istituto Iness ricorda che il debito italiano è vicino al limite del 130% del PIL, e questo sarà un tema caldo con qualunque governo nella terza più grande economia della Zona Euro.

HN cita il think tank Open Europe che offre tre possibili scenari per lo sviluppo della situazione in Italia: un governo di unità nazionale tra Bersani, Berlusconi e Monti magari per andare di nuovo a elezioni fra un anno, un cambio di direzione di Grillo che si allea con Bersani, o elezioni al più presto nel giro di tre-quattro mesi con un governo di transizione.

Hospodarske Noviny cita Berlusconi che non intende andare a votare di nuovo, e le mani legate di Napolitano, che a due mesi da fine mandato non ha il potere di sciogliere le camere. Il capo dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem avverte che non qui non si tratta solo di Italia, ma della Zona Euro nel suo insieme, e invita Roma a rispettare gli accordi e a non mettere a rischio la stabilità di tutta l’area euro.

Il quotidiano si sofferma anche sul voto degli italiani in Slovacchia, con un titoletto salace “I ‘nostri’ italiani avrebbero scelto il ‘clown’”, riferendo il termine slovacco klaun a Grillo, che ha incassato quasi il 33%. Si cita Monti, che in Slovacchia ha ricevuto maggior sostegno che in patria (come del resto è successo in tutto l’estero) e si celebra la vittoria di Monti almeno tra gli italiani residenti in Germania, che hanno preferito il rigore del professore alle altre offerte politiche con un 30,6% di sostegno. Il direttore dell’Istituto delle politiche economiche (IHP, braccio del Ministero delle Finanze) Igor Kiss avverte del pericolo della politicizzazione delle questioni economiche, dato che i politici prenderanno decisioni politiche che possono in certi casi non essere favorevoli all’economia del Belpaese e dell’Eurozona. Dice poi che l’incertezza regnante sta indebolendo l’euro, ma questo potrebbe non essere necessariamente un male, dando maggior vantaggio alle esportazioni dell’intera Zona Euro verso gli altri mercati. Citando Reuters, il sito di HN scrive che le imprese italiane sono sgomente dal risultato di queste elezioni che non hanno portato i cambiamenti sperati per portare l’economia del Paese fuori dal pantano, e quelle che vogliono competere sui mercati internazionali esprimono la preoccupazione di un governo che non potrà garantire stabilità, cosa basilare per una sana economia. E infine in serata, si dà conto delle minacce dell’agenzia di rating Standard & Poor’s la cui revisione del rating dipenderà dalle prossime mosse della politica italiana.

(Red)

1 comment to Le elezioni italiane sui media slovacchi

  • bonzagni

    Non dimentichiamo che il pres. Reagan, il quale ha contribuito a dare un impulso decisivo al mutamento di rapporti tra Est ed Ovest, era un attore di secondo piano.
    Grillo era un comico di prima scelta.
    Speriamo che fin d’ora riesca ad influenzare l’Eurozona in modo da infondere l’idea che un’autentica Europa dei Popoli
    é possibile.

    Saluti F.

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