Alimentari tolti dagli scaffali slovacchi per presenza di carne equina

Lo scandalo della carne di cavallo che sta rimbalzando da un paese europeo all’altro è arrivato anche in Slovacchia. È stato rimosso dagli scaffali venerdì un marchio di lasagne congelate prodotte in Lussemburgo, dopo che tra le carni bovine contenute nel prodotto sono state ritrovate anche parti di equino. Gli stessi prodotti sono stati esportati in almeno una dozzina di paesi europei, coinvolgendo alcuni tra i più grandi trasformatori e produttori di alimenti a base di carne del continente. È stata la società Bidvest Slovakia che ha deciso di ritirare il prodotto, le Lasagne Bolognese Nowaco (in confezione da 400 grammi), sulla base di notizie provenienti dalla vicina Repubblica Ceca.

Anche l’Italia è stata toccata, con carne di cavallo ritrovata in alcuni prodotti come lasagne e cannelloni, e il Ministero per i consumatori tedesco ha annunciato di aver trovato DNA di cavallo in 67 sugli 830 prodotti alimentari testati, e anche in Austria in vari prodotti le carni bovine erano mischiate a carni equine, non dichiarate in etichetta.

Le origini della carne di cavallo trovata in Slovacchia sono in fase di studio, e vai media (tedeschi e inglesi) puntano il dito contro la Polonia, in cui un giornale sostiene che tale commercio è controllato da bande malavitose che in questo modo riciclano denaro.

I ministri dell’agricoltura dell’Unione Europea si sono incontrati a Bruxelles per colloqui e hanno trattato il problema. Se ad oggi la carne di cavallo non desterebbe preoccupazioni per la salute umana, rivela tuttavia una frode alimentare di grandi proporzioni. E il rischio riguarda l’eventuale presenza di carne di animali fortemente dopati.

Il ministro slovacco Lubomir Jahnatek, anche lui  ieri a Bruxelles, ha dichiarato che è l’UE ha problemi ben più gravi nel settore alimentare, che non la presenza della carne di cavallo in alimenti etichettati diversamente. Il cibo di scarsa qualità o avariato, non marcato e di origine non identificabile sono questioni ben più urgenti per i consumatori, ha detto, e per questo ha inviato una lettera per richiamare l’attenzione della Commissione Europea.

Il ministro ha sottolineato che la Slovacchia ha effettuato circa 52.000 ispezioni dal giugno 2012, con lo scopo di testare la qualità degli alimenti di origine sia interna che estera. E i risultati sono stati “disastrosi”, con gli alimentari, ad esempio, polacchi, che da soli ammontano a oltre un terzo di tutti i prodotti alimentari di cattiva qualità. Gli alimenti slovacchi  di qualità inferiore o avariati sono contano invece “solo” per il 14% dell’intero mercato.

(Red)

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