Procuratore generale: vari deputati confessano pressioni per votare per Centes

L’elezione tanto discussa del candidato Jozef Centes a Procuratore generale, avvenuta il 17 giugno 2011 quando era al governo l’attuale opposizione, che ha provocato uno scontro istituzionale con il Presidente della Repubblica per il suo rifiuto di firmare la nomina di Centes dopo oltre 20 mesi e diverse mozioni alla Corte Costituzionale, ha ora dei nuovi risvolti che arrivano da un diretto protagonista di quell’evento. Secondo il quotidiano Sme, l’ex deputato Most-Hid Igor Sidor ha ammesso, in una dichiarazione alla magistratura dell’ottobre scorso, che lui e gli altri parlamentari della coalizione di governo erano stati istruiti su come votare nell’elezione per il Procuratore generale della Slovacchia, marcando le loro schede di voto. Nel caso del suo partito, barrando la scheda con una linea orizzontale, invalidando in questo modo il voto. Questo potrebbe configurare un reato di manipolazione, secondo le indagini condotte dalla polizia.

Questo accadde nella votazione a scrutinio segreto, nella quale i parlamentari di centro-destra hanno fatto di tutto per evitare che venisse riconfermato per un secondo mandato l’ex Procuratore Dobroslav Trnka, appoggiato da Smer, che però allora era all’opposizione. Il Primo Ministro Iveta Radicova, del resto, aveva minacciato le sue dimissioni in caso Trnka fosse uscito vincitore dopo che alcuni membri della maggioranza avevano sostenuto il candidato Smer in una precedente votazione.

La Corte Costituzionale ha confermato l’anno scorso che i voti di maggio e giugno 2011, con l’ultimo dei quali è stato scelto Jozef Centes, erano legittimi. Tuttavia, la Procura generale ha indagato dal 2011 sull’accuse di voto truccato. Igor Sidor ha affermato di non essere stato libero nell’esprimere il voto a scrutinio segreto, descrivendo come i gruppi parlamentari di governo avevano predisposto un sistema di marcatura delle schede di voto. Un altro ex deputato, il già Sindaco di Bratislava Andrej Durkovsky che fu estromesso dal partito, ha dichiarato che ciascuna formazione parlamentare aveva convenuto un modo per rendere le schede invalide così da impedire l’elezione di Trnka. Il parlamentare Vladimir Matejicka (Smer), allora all’opposizione, ha affermato che il numero di modi di invalidare le schede era più o meno lo stesso del numero di deputati di ogni gruppo parlamentare. Il che, ha detto, è un chiaro segnale che il voto era organizzato.

Il presidente KDH Pavol Hrusovsky e il capo di SaS Richard Sulik hanno invece negato ogni accusa nelle loro testimonianze. Coloro che hanno ammesso la manipolazione del voto non siedono più in Parlamento. Le loro testimonianze sono apparse recentemente sul web, e se la Procura nega ogni veridicità, Sidor e Matejicka hanno confermato a Sme la loro autenticità. Il leader di Most-Hid Bela Bugar, e l’allora capogruppo Laszlo Solymos, hanno entrambi negato, dicendo che Sidor intende far pagare al partito la mancata rielezione nel marzo 2012.

L’analista politico Miroslav Kusy ha detto all’agenzia di stampa Tasr la fuga di notizie dalla Procura con le testimonianze potrebbe essere stata intenzionale, con l’obiettivo di impedire la nomina di Centes a Procuratore generale, e preparare l’opinione pubblica a una nuova elezione, cosa voluta dall’attuale maggioranza socialdemocratica di Smer-SD. Kusy avverte si grida allo scandalo per nulla. È risaputo infatti che i voti in aula vengono concordati a livello di partito o di coalizione, e il metodo è pienamente usato anche da Smer, dunque nulla di nuovo.

(Fonti varie, La Redazione)

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