Caso Boorova: tribunale slovacco rifiuta la custodia dei figli alla madre coraggio

La madre slovacca che ha alzato il velo sulle pratiche vessatorie dei servizi sociali britannici non riesce ad ottenere la custodia dei propri bambini. Ivana Boorova, i cui figli sono stati presi in carico oltre due anni fa dai servizi sociali quando la famiglia viveva in Gran Bretagna per il lavoro, ha tentato senza successo di riottenere la custodia della sua prole attraverso la giustizia slovacca dopo che i tribunali inglesi l’avevano negata, affidando i due bimbi dopo una serie di peripezie anche diplomatiche alla nonna che vive in Slovacchia. Martin e Samuel, di quattro e due anni, sono stati allontanati dai loro genitori quando al più grande dei due un medico trovò un’infiammazione ai genitali, presumendo abusi in seno alla famiglia. Il caso ha dominato i media slovacchi e anche britannici lo scorso anno.

Il tribunale distrettuale di Dunajska Streda ha rifiutato la richiesta della Boorova per l’affidamento temporaneo, citando la mancanza di evidenze su una modifica delle condizioni di vita della madre, che si è recentemente trasferita in Slovacchia per stare vicina ai figli. La Boorova, ha deciso il giudice, non ha documentato come si sarebbe presa cura dei figli, e quali sono il suo lavoro o le sue entrate. La donna sta nel frattempo divorziando dal marito, e negli ultimi mesi viveva in Gran Bretagna senza lavoro. Una nuovo procedimento per la custodia cautelare avrà luogo dopo che i due avranno divorziato.

Nel novembre 2012 una folla di madri slovacche aveva protestato davanti all’ambasciata del Regno Unito a Bratislava per la facilità con la quale i servizi sociali britannici, e i tribunali dell’isola, sottraevano i minori ai genitori slovacchi residenti nel paese. Erano un centinaio i bambini e ragazzi slovacchi finiti nel sistema solo negli ultimi tre anni. In quei mesi si tennero intensi colloqui tra le autorità slovacche e britanniche, e il Ministro degli Esteri Lajcak fece pressione sul suo collega inglese Hague per risolvere la questione. Si è poi scoperto che anche molti altri genitori di altre nazionalità avevano avuto lo stesso problema con il sistema di affido locale.

La lunga battaglia della Boorova, per la cui vicenda era stato prodotto un toccante documentario della televisione slovacca  JOJ ed era stata lanciata una petizione internazionale online dal gruppo di attivisti Avaaz.org, si era conclusa all’inizio di quest’anno, quando una corte d’appello inglese aveva finalmente lasciato che i bambini rientrassero in Slovacchia, sotto la tutela della nonna. Quest’ultima aveva dichiarato di avere intenzione di intraprendere azioni legali contro le autorità britanniche. La madre, rientrando in Slovacchia, aveva spiegato che oltre ai danni creati con questa vicenda alla sua famiglia, «ci sono migliaia di casi del genere in Gran Bretagna, ma le donne non hanno nessuno a cui rivolgersi».

(La Redazione)

(foto_vermininc@flickr)

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