Bratislava per Cavezzo, un carnevale all’insegna della solidarietà

cavezzo 

Martedì 12 febbraio Bratislava è stata l’innevata cornice di una serata fortemente voluta e organizzata dalla Camera di Commercio Italo-Slovacca in collaborazione con EDAS con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al Comune di Cavezzo, piccolo centro della provincia di Modena duramente colpito dai terremoti del 20 e 29 maggio 2012. La serata di beneficenza, in concomitanza con il martedì grasso che chiude i festeggiamenti del carnevale, ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di persone, quasi tutte in costume.

Ad animare la serata due bravissimi gruppi musicali, uno slovacco ed uno emiliano, sempre per simboleggiare l’ideale gemellaggio fra due paesi e due culture.

Anche i prodotti del territorio di Cavezzo hanno trovato spazio durante la serata. Il buffet era basato sulle eccellenze del territorio: Parmigiano Reggiano, mortadella, salame, Lambrusco e frappe (dette anche bugie o chiacchiere a seconda della regione), il tipico dolce del carnevale italiano.

Alla serata hanno preso parte anche l’Ambasciatore d’Italia in Slovacchia, S.E. Roberto Martini,  il Sindaco di Cavezzo, Stefano Draghetti, e per la Camera di Commercio erano presenti il presidente Alberto Gerotto ed il segretario generale Giorgio Dovigi.

Il Sindaco Draghetti è intervenuto brevemente per ringraziare gli ideatori della serata e tutti gli intervenuti, presentando il quadro attuale di Cavezzo, un paese di 7.300 abitanti che ha visto distrutti circa il 60% degli edifici, con tutti i disagi che ne conseguono non solo per le persone, ma anche per le realtà produttive.

Il Sindaco si è inoltre impegnato formalmente a dare future informazioni sull’evoluzione dei lavori di ricostruzione e ritorno alla vita normale di Cavezzo, soprattutto per quanto riguarda la destinazione dei 3.668 euro raccolti durante la serata e già versati sul conto corrente del Comune di Cavezzo.

«Spero che questa nuova amicizia – dichiara il Sindaco Draghetti – non termini qui. Cavezzo è uno dei pochi comuni d’Italia che non ha ancora gemellaggi in essere ed uscire dai nostri confini è importante per mantenere alta l’attenzione, anche in Europa, sulla nostra difficile situazione. Durante questo breve soggiorno ho avuto la generosità di tanti, slovacchi e italiani, nei confronti di una comunità che ha purtroppo conosciuto la tragedia del terremoto».

«La distruzione totale o parziale di alcuni edifici pubblici, quali le scuole e la biblioteca, hanno fortemente colpito la quotidianità di un piccolo centro che, come spesso succede, ruota intorno ad alcuni edifici di ritrovo e di vita sociale. Il venir meno di alcune realtà produttive e commerciali, poi, ha contribuito a rendere ancora più difficile la situazione, provocando la perdita del lavoro per alcune persone impiegate in piccole attività che non avevano i mezzi per poter ripartire. Dobbiamo invece ringraziare quegli imprenditori che hanno deciso di rimanere sul territorio nonostante le difficoltà legate ai lavori di ricostruzione e a quelle economiche. È innegabile che per molti sarebbe stato molto più semplice e conveniente spostare la sede di produzione, ma il forte legame con il territorio ha fatto sì che il cuore prevalesse sulla testa e sul portafogli».

«Per ultime, solo in ordine di resoconto, le vittime che abbiamo avuto. Sono state quattro nel nostro Comune, di cui tre decedute per il crollo di capannoni industriali e una deceduta una settimana dopo essere stata estratta viva dalle macerie della sua abitazione. Come spesso mi trovo a dire, queste sono le vere perdite, quelle che non si potranno più recuperare. La casa, le fabbriche, tutto si ricostruisce, ma una vita umana no».

 

(testo a cura di CCIS, fotografie CCIS e Caterina Bovoli)

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