La spia slovacca ritorna a casa

Incubo finito per Matej Valuch, il 26enne di Trencin incarcerato per mesi a Teheran che è rientrato in Slovacchia grazie all’opera diplomatica del governo. Valuch, che è stato mostrato ai media venerdì in una conferenza stampa al Ministero degli Affari Esteri, ha confessato la bella sensazione di «sentire di nuovo parlare in slovacco e poter vedere il Castello di Bratislava». Lui che in un documentario alla tv iraniana aveva confessato di aver aiutato agenti della CIA a ottenere informazioni su alcuni scienziati locali, ora non vede l’ora «di godere di un po’ di cucina casalinga». Voglio dire a tutti che io non sono una spia, ha detto Valuch, che nel video confessava il crimine e chiedeva perdono al popolo iraniano per quanto asseriva di aver fatto inconsapevolmente.

Valuch ha detto ai giornalisti di non essere in grado di spiegare perché è stato accusato di essere una spia. Loro, dice ora, «devono sapere perché mi hanno fermato». Valuch asserisce di aver lavorato in Iran come reclutatore di risorse umane, lavoro che aveva già svolto in Slovacchia e a Budapest.

Soddisfatto il Ministro degli Esteri Miroslav Lajcak, che assicura che il buon esito della vicenda è dovuto agli estenuanti negoziati tenuti dai diplomatici slovacchi con le autorità iraniane dal 15 gennaio scorso. Le trattative, ha detto Lajcak, che si sono tenute ogni giorno, sono state molto complicate… ma alla fine hanno avuto successo. E grazie al lavoro eccellente dei negoziatori, ha detto, il rilascio non è costato alla Slovacchia un solo euro.

Sia il ministro che il ragazzo liberato non hanno voluto tuttavia dare alcun dettaglio del rilascio né delle circostanze dell’arresto o di come è stato girato il video.

(Red)

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