Non paghi le tasse? Attento, finisci nella black list del Ministero delle Finanze

Per la prima volta in Slovacchia è stata stilata una black list dei soggetti giuridici che sono in ritardo con i pagamenti delle tasse. La lista, compilata dall’Amministrazione finanziaria slovacca, ha messo in fila le 1.402 aziende che hanno i maggiori debiti di tasse e imposte nei confronti dello Stato, società che il capo della Direzione finanziaria e fiscale Frantisek Imercze ha garantito essere entità considerate «a rischio», anche se non vi sono tutte quelle che l’amministrazione considera partner “pericolosi”. Sono elencate, per esempio, le società che non hanno pagato i loro obblighi di Imposta sul valore aggiunto (IVA), ma anche quelle che non hanno presentato alcuna dichiarazione fiscale per due anni di seguito. Si tratta, in ogni caso, di un ben limitato numero di imprese, considerando che i soggetti IVA sono in totale 205mila. Ma, avverte Imrecze, altre 3mila società sono sotto state sottoposte a un rigido screening che ne deciderà l’eventuale inserimento nella lista nera.

La metà dei nomi nell’elenco appartengono al settore del commercio (52%), seguono imprese edili (23%) e di trasporti (14%). La somma maggiore dovuta in tasse da una società è 18,7 milioni di euro, ma il debito medio per azienda è di 102.000 euro. La gran parte delle aziende in lista hanno sede nelle due maggiori città slovacche, 350 a Bratislava e 306 a Kosice.

Le reazioni all’iniziativa sono ambivalenti. Da una parte, si plaude all’utilità della black list per gli imprenditori che prima di dare credito ai clienti possono controllare la loro solvibilità nei confronti dello Stato, ma alcuni esperti fanno notare che l’elenco potrebbe ingiustamente infangare la reputazione di chi ha una gestione in genere corretta. Visto l’andazzo attuale dell’economia, con i clienti che pagano sempre più tardi, quando pagano, allo stesso modo le imprese non hanno poi il denaro per pagare i loro debiti con lo Stato, ha sottolineato per esempio il capo dell’Associazione Imprenditori edili.

Tra le opzioni che l’Amministrazione pubblica ha a disposizione dall’entrata in vigore della nuova legge contro l’evasione e la frode fiscale, vi è la possibilità di ritirare la Partita IVA nel caso il contribuente abbia omesso di presentare le dichiarazioni annuali, sia ripetutamente venuto meno all’obbligo di pagare gli obblighi fiscali, abbia sospeso l’attività per tutto un anno civile, risulti irraggiungibile o violi ripetutamente i suoi obblighi nel corso di una verifica fiscale.

(Fonte HN)

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