Intervista. Roberto Ciotti: davanti a Jimi Hendrix ho deciso la mia strada

Quando ha iniziato a suonare la chitarra e quale è stata la molla che l’ha portata verso questa passione?

RC: Ascoltare dal vivo Jimi Hendrix nel 1968 al Teatro Brancaccio a Roma, un’emozione immensa. Il concerto fu violento e sconvolgente. Hendrix dal vivo era davvero prodigioso. Ho deciso che la scuola o il futuro alla Romana Gas (l’azienda in cui lavorava mio padre) non mi interessavano più. Volevo solo fare musica.

Bratislava è una delle prime tappe del tour che promuove il suo nuovo CD “Equilibrio precario”. Di cosa parla questo suo lavoro?

RC: È un album improntato sulla crisi di valori oltre che economica della società di oggi. In “Equilibrio precario” è come io mi sento oggi, quando sembra che tutto vada per il verso sbagliato. Qualcuno ci tiene in pugno ed il progresso porta paradossalmente ad un regresso dei rapporti umani, oltre che culturale ed economico.

Ha aperto a Milano e Torino i concerti di Bob Marley, ha suonato negli USA in tour con Ginger Baker, batterista dei leggendari Cream, ecc. Ci racconta qualcosa di queste esperienze eccezionali?

RC: Sono esperienze del passato e di un’altra epoca molto bella ma irripetibile. Oggi la cosa più interessante è stata la mia esperienza in Africa, un mondo misterioso e a me sconosciuto che sto frequentando sempre di più, d’altronde nei periodi di crisi bisogna guardare alle origini.

Lei ha scritto le colonne sonore di 2 noti film del regista Premio Oscar Gabriele Salvatores, da dove è nata di questa collaborazione?

RC: Un incontro bello e casuale che ha cambiato la vita ad ambedue, perché lui in quel periodo non era così noto, e io mi sono trovato proiettato in un mondo nuovo. In particolare, “Marrakech express” è stato un abbinamento perfetto e naturale. Il tema del film è un lungo viaggio avventuroso, costantemente attraversato dall’ebbrezza della fuga, che dà modo ai protagonisti di ritrovare rapporti di amicizia che negli anni si erano appannati; questo è stato qualcosa al quale mi sono sentito vicino, e che mi ha dato l’energia giusta per scrivere la colonna sonora.

Poco fa accennava all’Africa, nella parte finale del 2012 ha suonato al Festival Jazz di Saint-Louis, in Senegal, com’è andata?

RC: Benissimo. Mi ha aperto, come dicevo prima, ad un mondo vecchio, ma per me nuovo e affascinante. Il blues è stato l’elemento conduttore di quest’esperienza, loro sono orgogliosi di essere i padri del blues.

In un mondo dove dominano Facebook, SMS, e tutte le altre tecnologie che hanno reso la comunicazione più veloce e immediata, ma contemporaneamente superficiale, quanto questi fattori hanno cambiato l’esistenza di chi fa e vive con la musica?

RC: Tanto, soprattutto per quelli come me che hanno cominciato negli anni 70. Si è rovesciato il mondo e io sto cercando di rigirarlo. Dai giovani imparo delle cose che sembrano stupide, ma sono fondamentali per sopravvivere oggi, e loro da me ascoltano dei racconti e delle musiche che sono fiabe per la loro realtà.

Quali sono gli autori che l’hanno maggiormente influenzata?

RC: Jimi Hendrix, J Lee Hooker, BB King, JJ Cale.

Quali sono i generi che ama ascoltare oltre al blues e al rock?

RC: Jazz, bossanova, folkblues, musica africana, pop e tutto quello che è bello in assoluto!

Oltre alla musica, quali sono altre passioni nelle quali trova significati e che danno senso all’esistenza?

RC: Non ho hobby particolari, da bambino mi piaceva il calcio, e mi piace ancora adesso; sono tifoso della Roma.

In fondo è la passione e l’amore verso le cose che uno fa e le persone che ama che può dare un senso e migliorare la nostra vita, ognuno questo processo lo sviluppa alla sua maniera.

Cosa si aspetta dal concerto del 7 febbraio al Babylon di Bratislava, dove sarà accompagnato dagli slovacchi Bloom?

RC: Un pubblico curioso che dovrò conquistare, per me è la prima volta in assoluto a Bratislava. Spero ci siano molti giovani. La mia musica è fresca non è nostalgica. Sono tanto contento di venire a suonare nella capitale slovacca. So che è un Paese dinamico e molto attento alla cultura, e questo mi fa molto piacere. Ho visto che proprio in Slovacchia avete quest’anno la Capitale Europea della Cultura. Gli slovacchi Bloom che apriranno il concerto mi sembrano un gruppo molto buono, li ho ascoltati su Youtube, sarà un piacere suonare con loro.

(Marco Gerbi, IIC Bratislava)

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