Le Langhe e il Monferrato candidati UNESCO

È stato presentato il 30 gennaio all’UNESCO a Parigi il dossier di candidatura di Langhe, Roero e Monferrato per l’inserimento nel Patrimonio mondiale. È la prima volta che il governo italiano candida un paesaggio rurale alla prestigiosa Lista dei beni patrimonio dell’umanità UNESCO, aveva detto il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania commentando la decisione presa dalla Commissione nazionale UNESCO di metà gennaio, che ha deliberato l’ok alla candidatura del paesaggio vitivinicolo piemontese per il 2014. Insieme al governo (in particolare il Ministero delle Politiche agricole e il Ministero dei Beni e attività culturali), a sostenere l’idea sono state la Regione Piemonte e le provincia di Alessandria, Asti e Cuneo. Ora la candidatura, alla quale si lavora dal 2009 e che già era stata presentata una prima volta nel 2011 ma poi sospesa, passerà al vaglio del Comitato internazionale UNESCO. A giugno 2014 la sentenza.

Il progetto, avviato nel 2009, è ambizioso, e comprende sei aree di eccellenza con un’estensione di 10.789 ettari e 29 comuni all’interno di una più vasta area di protezione che interessa 101 Comuni. I paesaggi vitivinicoli del Piemonte, caratterizzati da una storia millenaria, costituiscono una testimonianza di eccezionale valore della “cultura del vino”, che in questi luoghi si manifesta con peculiarità di estrema ricchezza, unicità e autenticità.

La proposta, a parere delle autorità regionali, tende a riconoscere il valore peculiare dei paesaggi vitivinicoli piemontesi che, per modalità di impianto dei filari, metodi di coltivazione, tecniche di produzione vitivinicola e particolarità dei borghi e degli insediamenti che si sono succeduti storicamente in territori ove la vite e il vino improntano in modo sostanziale l’economia locale, rappresentano un elemento di unicità.

Per essere iscritto alla World Heritage List (WHL), un sito deve possedere un valore universale, dimostrando di essere depositario di un significato culturale unico tale da essere riconosciuto e conservato come patrimonio dell’intera umanità.

La candidatura ha già raggiunto l’obiettivo di accendere l’attenzione internazionale su una realtà territoriale e culturale interessante, motivo di orgoglio per la comunità piemontese, ed avrà un suo ritorno di immagine anche per i preziosi prodotti del territorio tra i quali i grandi vini (citiamo solo, tra i tanti, Barolo, Barbaresco, Barbera, Nebbiolo, Grignolino, Roero, Moscato, Dolcetto, Brachetto). Questi i sei punti di forza della candidatura: le Langhe del Barolo, le Colline del Barbaresco, i Canelli e l’Asti spumante, Nizza Monferrato e la Barbera, il Castello di Grinzane Cavour e il Monferrato degli “Infernot”.

L’Italia detiene tutt’ora il record mondiale di siti UNESCO. Sono 47, dei quali 44 afferenti il Patrimonio culturale

(La Redazione)

Foto: sopra Porrovio@flickr, sotto jacqueline_poggi@flickr

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