L’Italia tra i Paesi „del Sud d’Europa“

Riteniamo estremamente importante riportare una notizia di oggi, apparsa sul maggior quotidiano economico Slovacco – Hospodarske Noviny– e rilanciata dall’Agenzia di stampa Tasr. Parlando del portafoglio titoli posseduto dalle società di diritto slovacco che gestiscono fondi pensione (DDDs) il quotidiano ha evidenziato la loro „bassa propensione al rischio“ in quanto hanno, tra tutte, „solo“ 360 milioni di Euro –con scadenza a breve- di titoli rappresentativi dei debiti pubblici di Portogallo, Italia e Spagna. Questo, esattamente, l’ordine con il quale i tre Paesi sono stati riportati. I dati, nello stesso articolo, si rifanno a quanto pubblicato dalla Banca Nazionale. Segue una dichiarazione di Peter Socha, direttore di AXA DSS, il quale evidenzia: „non c’è alcun bisogno di essere in agitazione; è una percentuale trascurabile –sul totale dei portafogli, n.d.r.- e sarà pagata a breve, in Giugno, in ogni caso. Così, non perderemo nulla“. Premesso che, come evidenzia lo stesso quotidiano, AXA ha acquistato esclusivamente bonds della Spagna, riteniamo estremamente significativo –ed altrettanto negativo- che anche in Slovacchia si stia considerando „normale“ accumunare la rischiosità (o rating) dei titoli di Stato della Repubblica Italiana a quelli di Portogallo in primis e di Spagna. Seguendo quindi l’onda „fortemente avversa“ al nostro Paese già cavalcata da mesi dalla più „qualificata“ …stampa anglosassone: Wall Street Journal, The Economist, Financial Times. E due siano le osservazioni in merito. La prima, che molto di questa campagna di stampa è fondata, a nostro parere, sui difficili rapporti che ha il Premier Berlusconi con la stampa estera. Senza polemiche, isterismi od altro, ci pare un fatto assodato. La seconda, che tali giudizi creano, secondo la ben nota „teoria economica delle aspettative“ i prodromi molto frequentemente dell’accadere stesso del fatto. E di questo non ne abbiamo certamente bisogno: nè come Italiani nè come Europei. Non possiamo che augurarci che tra i nostri Lettori vengano prese per serie queste nostre affermazioni, e che si mettano in atto politiche non solo in grado di ripianare finalmente il nostro debito pubblico ma anche, ed è altrettanto importante ed urgente, politiche „relazionali“ che contribuiscano efficacemente ad impedire queste visioni goffe, distorte e di comodo sul nostro Paese. Quanto all’articolo, altrettanto „stimolante“ il finale dove si recita: „quanto alle sei società di gestione di fondi pensione, solo due non hanno investito in titoli -del Sud- ING-Tatry e VUB Generali“.Viva l’Europa!

(Fonte Tasr, commento Ettore Bellucci)

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