Giustizia: alcuni amnistiati sono già di nuovo in prigione. Un rom scrive al Presidente

Come sempre succede nelle amnistie generali, non passa molto tempo che qualcuno dei detenuti graziati si faccia di nuovo beccare dalla polizia. Dopo il perdono che il Presidente slovacco ha concesso il 2 gennaio a 753 condannati nelle carceri slovacche, uno di loro ha fatto irruzione in un appartamento a Trnava poche ore dopo la liberazione. Secondo Sme, l’uomo in questione è entrato con la forza nell’appartamento dove vive la sua ex moglie, minacciando lei e il suo convivente, ed è stato arrestato poco dopo. Un altro è stato intanto sorpreso a rubare in un centro commerciale, e uno in una chiesa.

Fortunatamente, tra storie tristi ce n’è anche una commovente, quella di un giovane rom che, graziato, ha subito scritto una lettera al Presidente Gasparovic per ringraziarlo promettendogli di voler cambiare vita. Il 22enne Stanislav Bilý, condannato a 15 mesi dietro le sbarre per truffa, non si aspettava proprio di poter essere liberato con nove mesi di anticipo, e, fuori di sé per la felicità, ha preso carta e penna e ha scritto, subito dopo aver appeso un ritratto di Gasparovic sul muro di casa. Ad aspettarlo, la moglie e due figli piccoli. Tra le altre cose, ha promesso di promette diventare un buon cittadino e di non infrangere più la legge. Nella chiusa, Bilý ha inserito anche un classico P.S., ove informa il Presidente delle dure condizioni di vita nel suo villaggio. E gli chiede un favore: aumentargli il sussidio sociale. (Vedi il video di Tv Markiza).

L’indulto che Gasparovic ha concesso per il 20° anniversario dell’indipendenza della Repubblica Slovacca è regolato da modalità più severe rispetto a quelle che il collega Klaus ha stabilito in Repubblica Ceca (alzando peraltro una nube di critiche, dando fiato a una petizione online che ha raccolto in un paio di giorni almeno 70mila firme, con 200mila sostenitori su Facebook). Praga ha rilasciato circa 6.000 detenuti, otto volte quelli in Slovacchia, nonostante anche qui le carceri siano sovraffollate (fino al 120% in certi  penitenziari) e il numero di graziati non superi il 7% di tutti i condannati – 10.862 – che erano ospiti degli istituti di pena slovacchi al 31 dicembre 2012. Del numero totale, oltre 9.500 stavano scontando sentenze processuali. Gli amnistiani fanno parte del gruppo di 5.160 condannati custoditi nelle carceri di bassa sicurezza e sono stati in particolare scelti (una sessantina di giudici ha lavorato giorno e notte per giudicare la loro ammissibilità) tra i 1.198 condannati a pene inferiori a 18 mesi – condizione essenziale per ottenere l’indulto. Con questo provvedimento, l’affollamento medio delle carceri in Slovacchia si è ridotto al 99%.

Prima di oggi, Gasparovic aveva concesso una modesta amnistia nel 2004 (rilasciando 20 detenuti), quando venne eletto per la prima volta Presidente della Repubblica. La maggiore amnistia fu dichiarata nel 1990, con Vaclav Havel che, quale Presidente della Cecoslovacchia, graziò 23.000 prigionieri, 10.000 dei quali in Slovacchia.

(La Redazione)

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