Centes: se il Presidente non mi nomina mi rivolgerò a Bruxelles

Dopo la definitiva decisione del Presidente della Repubblica Gasparovic di non nominare Jozef Centes quale Procuratore generale del Paese, ritenendolo moralmente non all’altezza, si è registrato un fuoco di fila di dichiarazioni da parte dell’opposizione e dello stesso candidato Centes. Nonostante la sua elezione avvenuta in Parlamento a metà 2011, della quale  mette in dubbio la validità, Gasparovic ha preso la risoluzione – conclusiva e del resto attesa – di non apporre la sua firma al provvedimento, forte della libertà lasciatagli dalla Corte Costituzionale di non fare la nomina se non ritiene la persona all’altezza del ruolo.

Centes ha già annunciato di intendere dare ricorso alle istituzioni europee se non riuscirà ad ottenere giustizia, dicendo che utilizzerà «tutti i mezzi legali previsti dal quadro giuridico slovacco e dalle leggi europee per vedere rispettati i miei diritti». Per il momento si è rivolto nuovamente alla Corte Costituzionale, reclamando che è stato violato il suo diritto all’accesso a un posto pubblico al quale è stato eletto, e chiede di dichiarare nulla la decisione del Presidente in base al suo «diritto fondamentale al rispetto della dignità umana, dell’onore personale e la sua buona reputazione».

Secondo l’esponente KDH Radoslav Procházka, lui stesso avvocato specializzato in questioni costituzionali, è probabile che ora la Corte Costituzionale sospenda ogni azione volta a fare nuove elezioni finché l’intero caso non sia risolto. Procházka si aspetta anche che la Corte si pronunci a favore di Centes.

Il trio di partiti di destra raccolti nella Piattaforma Popolare – KDH, SDKU-DS e Most-Hid – ritengono la decisione del Presidente una «grave violazione della Costituzione», e intendono incontrarsi per discutere iniziative comuni nei suoi confronti, non escludendo il possibile avvio di un processo di impeachment contro Gasparovic.

Il capogruppo parlamentare di KDH, Pavol Hrusovsky, ritiene la decisione di Gasparovic un pericoloso precedente costituzionale, che ha violato «le relazioni tra organi costituzionali» per difendere interessi di parte.

Il capo di Libertà e Solidarietà (SaS) Richard Sulik, che aveva chiesto un’azione legale contro Gasparovic, lo ha definito “una vergogna per la Slovacchia”, sottolineando come di tratti della «prima volta nella storia della Repubblica Slovacca» che viene intrapresa una simile azione. «Sulik, e non il Presidente Ivan Gasparovic, è stato una vergogna per la Slovacchia quando – in qualità di Presidente del Parlamento – fece sì che non venisse rispettata l’ingiunzione preliminare della Corte Costituzionale, consentendo una votazione per il Procuratore generale che si tenne nel giugno 2011», ha detto in risposta il portavoce della Presidenza Marek Trubac.

Intanto il partito di governo Smer-SD starebbe studiando l’ipotesi di un nuovo candidato, che potrebbe essere nominato velocemente in caso di nuove elezioni, considerando la maggioranza che Smer ha in Parlamento. Secondo i legislatori di Smer, la Corte potrebbe prendere un tempo interminabile prima di risolvere la questione, anche fino a due o tre anni. E la Slovacchia manca di un titolare eletto alla Procura generale già da oltre un anno e mezzo. Centes fu eletto in una votazione travagliata e ripetuta quattro volte, con strane manipolazioni dei parlamentari sulle schede di voto (come il fotografare le schede col cellulare prima di inserirle nell’urna) e code polemiche, superò con i voti ottenuti dalla destra il candidato sostenuto da Smer, il Procuratore uscente Dobroslav Trnka.

(La Redazione, Fonte rozhlas.sk)

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