Meciar: nessuno voleva fare un discorso il 1° gennaio 1993, si temeva un attentato

Il giorno dell’indipendenza della Repubblica Slovacca, il 1° gennaio 1993, nessuno degli esponenti del partito HZDS al potere voleva fare un discorso pubblico da un palco. Un discorso in piazza «era estremamente problematico. Nessuno di HZDS voleva andare sul palco. Erano emerse informazioni che chi avrebbe pronunciato un discorso sarebbe stato assassinato», ha dichiarato Meciar, tre volte Premier e per un breve periodo anche Presidente della Repubblica pro tempore.

Meciar, capo del maggior partito e principale negoziatore per la Slovacchia nella scissione della federazione cecoslovacca, ricorda come «tutti mi dissero: è la tua festa, vai da solo». E lui, che lo riteneva suo dovere, decise di fare quel discorso, sulla Piazza SNP a Bratislava. «Così sono andato da solo. Nessuno è venuto. Ho incontrato un pastore sulla strada, che mi ha chiesto se poteva unirsi a me e dire una preghiera per la Slovacchia». Anche se era stato escluso qualunque altro intervento oltre al discorso di Meciar, lui invece gli disse «vieni con me, così saremo almeno in due là fuori, e non sarò solo». Ci volle un po’ di tempo per pensare cosa dire in quel discorso, ricorda Meciar, e gli venne alla mente «una frase del Cancelliere austriaco: “l’Austria è libera”, ma non era certo che una tale frase si sarebbe adattata all’occasione. E allora, «mi sono congratulato con la gente per la formazione dello Stato», ha detto, «con Bratislava per essere diventata la nuova capitale». «Ho scelto parole diverse, perché non volevo insultare i cechi. Non volevo rendere l’idea che ci siamo liberati, ma piuttosto che abbiamo ottenuto l’indipendenza e la sovranità».

(Fonte Tasr)

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