Procuratore generale: capitolo chiuso, il Presidente non nominerà Centes

Il Presidente della Repubblica Slovacca Ivan Gasparovic non nominerà Jozef Centes come Procuratore generale della Slovacchia. Lo ha spiegato lui stesso in una lettera inviata al Presidente del Parlamento Pavol Paska e resa nota ieri, 2 gennaio. Questo nonostante la Corte Costituzionale avesse recentemente confermato la legittimità del voto parlamentare che elesse Centes a quella carica nel giugno 2011 con il sostegno dei partiti di centrodestra allora al governo.

Il mandato del precedente Procuratore Dobroslav Trnka era scaduto già da mesi, nel febbraio 2011, e da allora la Procura è retta pro tempore dal suo ex vice, Ladislav Tichy, che ha chiamato Trnka – candidato al posto dai socialdemocratici di Smer-SD – ad essere suo vice. L’elezione di Centes, nel primo semestre del 2011, seguì un iter travagliato, con quattro turni di votazioni, dubbi su strane manipolazioni di schede (alcuni deputati fotografarono con i loro cellulari la propria scheda dopo il voto e prima di porla nell’urna) che si è protratto fino ad oggi a colpi di carta bollata e Corte Costituzionale. Anche se Centes alla fine ha vinto la battaglia, Gasparovic ha comunque rifiutato di nominarlo.

I fatti, a parere del Presidente, «illustrano a sufficienza che, come diceva allora il Primo Ministro Iveta Radicova, dall’inizio alla fine è stata una farsa», una battaglia tra gruppi economici, «una lotta tra lo stato di diritto e gli interessi economici», segnata peraltro da sospetti di corruzione tra i deputati, si legge nella lettera. «Un candidato eletto in queste circostanze», stabilisce Gasparovic, «è inaffidabile, a prescindere dalla persona, già per come l’elezione si è svolta». La decisione del Presidente era attesa, e non è stata una sorpresa, data la riluttanza con la quale ha sempre affrontato la questione e lo spazio discrezionale lasciatogli dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla legittimità del suo rifiuto nel caso valuti il candidato eletto non degno della poltrona.

Il Parlamento ha informato che, in base alla Costituzione, ci sarà una nuova votazione, mentre Centes ha annunciato a breve un ricorso sulla decisione del Presidente, citando la sentenza costituzionale che ammetteva la discrezionalità sulla persona, ma non sul metodo di voto, a sentire lui. «Queste ragioni non possono essere arbitrarie», ha detto.

Forti critiche dall’opposizione, che denunciano l’agire di Gasparovic troppo simile a quello di un Presidente di parte – la parte di Smer, partito che non gradisce Centes, persona onesta e buona e  presumibilmente imparziale, come ha detto il capo di OLaNO, Igor Matovic.

(Fonte Tasr, Sita)

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