Ferrovie: possibile una unione degli operatori merci ceco e slovacco

La società ceca CD Cargo e la slovacca Zeleznicna Spolocnost Cargo Slovakia (ZSSK) potrebbero fondersi in un unico soggetto, hanno lasciato intendere il Primo Ministro ceco Petr Necas e il suo omologo slovacco Robert Fico in un programma televisivo della tv pubblica ceca il 1° gennaio, secondo quanto riporta l’agenzia ceca Ctk. Entrambe le società hanno problemi finanziari e la loro unione è vista da qualche tempo come una possibile soluzione dai rispettivi governi, in particolare per affrontare la concorrenza che vige sul mercato europeo. In questo settore, ha detto Fico, «le piccole aziende non sono in grado di sopravvivere».  A parere di Necas, l’idea include una decisa ristrutturazione aziendale, che potrebbe precedere la fusione o esserne parte, portando alla costituzione di un soggetto forte in grado di competere in Europa centrale, che oggi è stritolata tra i competitor russi e tedeschi. «Sarebbe una delle 4-5 più forti società ferroviarie di trasporto merci in tutta Europa», ha osservato Necas.

CD Cargo è in pericolo di insolvenza e sta pensando di cedere o rottamare materiale rotabile in grossa quantità, oltre che di ridurre la forza lavoro di oltre 2.000 dipendenti sui 9.500 attuali. Per il 2012 sono stimate perdite operative per 230 milioni di corone ceche (più di 9 milioni di euro). Non diversa è la situazione in Slovacchia. Cargo Slovakia è da tempo in profondo rosso, e dovrebbe chiudere il 2012 con una perdita di 24 milioni di euro. Intanto, rimane il debito verso lo Stato per un prestito di 166 milioni che non è in grado di restituire, e il governo sta cercando da tempo per la società un investitore a lungo termine che ne possa risanare la situazione, investendo contemporaneamente sul suo futuro. Ma l’obiettivo non sembra affatto a portata di mano, e nonostante diverse aziende si siano fatte avanti, fino ad ora nulla è cambiato. D’altra parte, se lo Stato decidesse di rinunciare al rimborso del prestito sarebbe immediatamente bacchettato dalla Commissione Europea per un aiuto di Stato non autorizzato. Nel 2013 la società slovacca prevede di licenziare circa 600 dipendenti.

 

(La Redazione, Fonte Ctk)

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