Fico: la crisi di oggi è anche peggio dell’isolamento degli anni ’90

Per i 20 anni dell’indipendenza della Slovacchia, il quotidiano Pravda pubblica oggi una lunga intervista con il Primo Ministro Robert Fico, capo del partito di maggioranza relativa Smer-SD e parlamentare al tempo in cui venne approvata l’indipendenza e la nuova Costituzione del Paese, nel 1992. Fico ha sottolineato che molte persone avevano predetto venti anni fa che la Slovacchia non sarebbe stata in grado di sopravvivere da sola. E invece da allora ha fatto un lungo percorso, ed è solo oggi, per la crisi che ha colpito il Paese dal 2009, che la Slovacchia si trova ad affrontare il suo periodo più critico come Stato indipendente. A suo parere la situazione odierna è anche peggio di quella degli anno ’90, quando il Premier Vladimir Meciar (HZDS) era al potere aveva portato il Paese all’isolamento internazionale.

Fico ha dichiarato che la crisi non si risolverà dall’oggi al domani, e dovrà essere affrontata sia a livello europeo che interno, garantendo che sarà fatto il possibile per dare una svolta nel primo semestre del 2013. Secondo lui, il governo dell’ex Premier Iveta Radicova (2010-2012) si è dimostrato irresponsabile con la sua firma a diversi accordi per aumenti salariali in settori pubblici come la sanità. Ricordando la sua offerta di aumento degli stipendi per gli insegnanti, Fico ha però detto chiaro e tondo che è necessario sottolineare che il Paese non ha fondi con cui aumentare la paga a nessuno. Quindi le categorie di lavoratori in fibrillazione del settore pubblico sono avvertite.

Allo stesso modo, ha rimarcato, la Slovacchia non può permettersi di veder sparire le ingenti somme di denaro che sono i proventi degli assicuratori sanitari privati, somme che dovrebbe andare a sostenere il sistema sanitario nazionale. Pur non dicendo quando costerà ai contribuenti l’unire i tre assicuratori in uno solo a controllo statale, ha detto che non vede alcun motivo legale o costituzionale perché il governo non possa andare avanti con i suoi piani.

Se non saranno rispettate le entrate fiscali e gli altri proventi del bilancio dello Stato nel 2013, ha detto, i tagli alla spesa dai singoli ministeri sarà l’unico modo per porre rimedio, ma in ogni caso le tasse non sono l’unico criterio considerato dagli investitori per le loro decisioni, ha notato, allontanando così le accuse dell’opposizione dopo il recente inasprimento fiscale che ha aumentato le imposte per le aziende dal 19 al 23%. Le tasse, ha detto, sono in realtà solo al sesto o settimo posto nella lista dei fattori determinanti per gli investitori. Più importanti sono altri elementi, come il costo del lavoro, le infrastrutture e la stabilità giuridica. Fico respinge anche l’accusa di aver contribuito all’aumento della disoccupazione con le modifiche al Codice del Lavoro: il dato dei senza lavoro era già in crescita ancora prima che le modifiche venissero approvate, ha sentenziato, e la ragione per i licenziamenti in corso è la mancanza di ordinativi delle imprese.

A sentire lui, il Paese è pronto ad andare avanti con l’integrazione europea, anche a costo di cambiare il ruolo dello Stato e del Parlamento, ma è necessario che questi cambiamenti promettano dei risultati positivi. In ogni caso, tuttavia, lui garantisce di non avere intenzione di accettare che le decisioni in materia di bilancio nazionale siano tolte al Parlamento slovacco.

(Fonte Pravda)

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