Cirillo e Metodio: nel febbraio 2013 il pellegrinaggio nazionale slovacco a Roma

La Conferenza episcopale slovacca (KBS) invita i fedeli a partecipare al pellegrinaggio nazionale a Roma, in programma dal 26 al 28 febbraio 2013. L’evento è parte delle celebrazioni per il 1150° anniversario dell’arrivo dei santi Cirillo e Metodio nella regione della Grande Moravia, avvenuto nell’anno 863. Il segretario esecutivo della conferenza, Anton Ziokolvsky, ha spiegato l’intenzione «intraprendere questo pellegrinaggio alla cattedra di san Pietro a Roma per visitare il Santo Padre in Vaticano. Vogliamo rinnovare le nostre radici, rafforzare la nostra fede e celebrare le opere e la missione dei santi Cirillo e Metodio nei luoghi che visitarono personalmente».

Il programma prevede celebrazioni nella basilica di Santa Maria Maggiore (luogo ove la liturgia in paleoslavo dei due fratelli fu approvata e autorizzata da Papa Adriano II), nella chiesa di Santa Prassede, e nella basilica di San Pietro, e include la partecipazione all’udienza generale di Benedetto XVI. I pellegrini visiteranno anche il Pontificio collegio slovacco dei santi Cirillo e Metodio, che nel 2013 festeggerà il 50° anniversario della sua fondazione, e pregheranno sulla tomba si san Cirillo nella Basilica di San Clemente.

Nei giorni 25 e 26 febbraio si terrà a Roma, presso il Pontificio Istituto Orientale della Pontificia Università Gregoriana, il congresso internazionale “SS. Cirillo e Metodio fra i popoli slavi: 1150 anni dall’inizio della missione”, al quale è prevista la partecipazione di molti dei vescovi della Slovacchia, oltre ad altri alti prelati vaticani e del mondo slavo e orientale. Tra le maggiori personalità che interverranno sono il card. Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, mons. Rino Fisichella, Fisichella, capo del Pontificio Consiglio per la Evangelizzazione, il card. Gianfranco Ravasi, president del Pontificio Consiglio per la Cultura.

I santi Cirillo e Metodio sono stati elevati da Giovanni Paolo II al rango di co-patroni d’Europa nel 1980, insieme a San Benedetto da Norcia. Per gli slovacchi in particolare, e per gli slavi in generale, rappresentano molto più che dei protagonisti della fede; sono anzi considerati parte integrante della identità culturale e nazionale. Dando a questi popoli un alfabeto e la prima opera letteraria in lingua slava sono entrati a tutti gli effetti anche nel “pantheon” laico di queste culture. Il che non ne sminuisce affatto le caratteristiche spirituali, anzi.

(La Redazione, Fonte Sir Europa)

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