Anche il governo paga un indennizzo per i morti del ponte crollato a Kurimany

Lo Stato slovacco indennizzerà le famiglie dei lavoratori che sono rimasti uccisi nel crollo del ponte in costruzione nei pressi di Kurimany, nel tratto autostradale della D1 in corso di realizzazione tra i villaggi di Janovce e Jabolonov, nell’area di Levoca (regione di Presov). Questo mercoledì il governo ha approvato un risarcimento di 33.000 euro per ognuna delle nove persone più vicine alle quattro vittime, come proposto dal Ministro dei Trasporti Jan Pociatek. La somma, da pagarsi entro il 28 dicembre, è complementare alla compensazione pagata dalle imprese di costruzioni Bogl a Krysl e Semos, appaltatrici del lavoro, e dalla previdenza nazionale di Stato, Sociálna poisťovňa.

L’incidente, accaduto il 2 novembre scorso, sarebbe dovuto a un crollo dell’armatura in acciaio che sosteneva le casseforme – gli stampi in acciaio – nei quali veniva versato il calcestruzzo per la realizzazione del piano stradale del viadotto. In seguito al fatto, il ministero ha vietato fino a nuovo ordine l’utilizzo di strutture di marca Weise come quelle utilizzate sul posto.

Due vittime sono morte immediatamente nel crollo della sezione di ponte, caduta da un’altezza di 15-20 metri dal suolo, mentre la terza persona è morta nel trasporto in ospedale a Poprad e la quarta dopo due interventi chirurgici all’Ospedale Pasteur di Kosice. I feriti estratti dalle macerie erano una dozzina, uno dei quali è stato messo per un periodo in stato di coma artificiale, in condizioni molto gravi.

I lavori della sezione di strada sono stati sospesi per le indagini in corso, e sono stati ripresi pochi giorni fa. Mentre la costruzione del ponte, la cui parte non crollata è stata fatta saltare con la dinamite, è ancora sospesa.

(Red)

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