Gas: la Slovacchia adotta una nuova strategia (di M.Cazzulani)

Il Premier slovacco Robert Fico ha dato il via libera alla vendita del pacchetto minoritario della compagnia nazionale SPP alla ceca Energetycny a Prymuslovy Holding previo mancato aumento della bolletta per la popolazione. Bratislava diventa il principale Paese di transito del gas russo esportato dalla Germania in Ucraina.

Prezzi a buon mercato e sicurezza delle forniture energetiche sono i due obiettivi perseguiti dalla Slovacchia con l’autorizzazione il 12 dicembre scorso della vendita della compagnia nazionale energetica SPP alla ceca Energetycny a Prymuslovy Holding (EPH). L’operazione è stata possibile solo dopo che il Premier slovacco, Robert Fico, ha ottenuto la promessa da parte dei nuovi acquirenti cechi di non innalzare il prezzo per il gas imposto alla popolazione. Nell’Ottobre 2012, dopo lunghe trattative con i soci stranieri, EPH ha dichiarato la volontà di acquistare il pacchetto di minoranza della SPP posseduto dalla compagnia tedesca E.ON Ruhrgas e dalla francese GDF Suez. [La transazione è poi avvenuta venerdì 14 dicembre, si pensa per una cifra intorno a 2,5 miliardi di euro-NdR].

Nel 2002, il Governo slovacco ha venduto il 49% della SPP alle compagnie franco-tedesche, ma ha mantenuto il diritto di veto sulle decisioni aziendali, ed ha posto il mantenimento di prezzi bassi come condicio sine qua non per la vendita del pacchetto di minoranza a nuovi soci. Risolta la questione della compagnia energetica nazionale, la Slovacchia si trova ora ad affrontare anche il problema legato allo status di Paese di transito del gas russo in Europa.

Il Ministro degli Esteri slovacco, Miroslav Lajcak, ha dichiarato che la Slovacchia giocherà un ruolo fondamentale per il trasporto del gas russo che da Germania, Repubblica Ceca, Ungheria ed Austria è importato in Ucraina.

Come riportato dal portale UA Energy, il Ministro Lajcak ha ammesso che per la Slovacchia la situazione più conveniente è quella attuale, nella quale il territorio nazionale è attraversato dal flusso di gas che la Russia esporta in Europa Occidentale.

Tuttavia, la costruzione da parte della Russia di gasdotti che bypassano l’Ucraina e l’Europa Centrale, e la decisione di Kyiv di aumentare l’importazione di gas russo proveniente dalla Germania, ha fatto sì che la Slovacchia si trovasse in una situazione diversa, ma pur sempre conveniente, per il transito dell’oro blu dal venditore all’acquirente.

Per aumentare la dipendenza dell’Europa dal proprio gas, la Russia ha costruito il Nordstream: gasdotto realizzato sul fondale del Mar Baltico per rifornire di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno alla Germania, bypassando paesi UE politicamente osteggiati al Cremlino come Polonia e Lituania. Inoltre, la Russia ha avviato la costruzione del Southstream: gasdotto che rifornisce l’Europa sud-occidentale e balcanica di ulteriori 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno bypassando Romania, Moldova ed Ucraina, e bloccando la realizzazione di infrastrutture concepite dalla Commissione Europea per importare gas direttamente dall’Azerbaijan.

Isolata sul piano energetico, l’Ucraina ha deciso di diminuire la quantità di gas importata dalla Russia, e di avviare l’importazione di una parte dell’oro blu russo inviato in Germania tramite il Nordstream. La Slovacchia ha colto la proposta di Kyiv, e si è offerta come Paese di transito del gas russo importato in Ucraina dalla Germania invertendo il flusso dei propri gasdotti nazionali.

Ad oggi, la Slovacchia è il secondo Paese per importanza del transito del gas russo in Europa dopo l’Ucraina. Dal confine ucraino, le condutture slovacche veicolano il gas russo fino all’ovest del Paese, dove una diramazione procede verso Repubblica Ceca e Germania, e una seconda continua in Austria e Italia.

Secondo le stime del 2011, dalla Slovacchia transitano 50 miliardi di metri cubi di gas russo all’anno, di cui solo 5,9 miliardi sono riservati all’importazione slovacca. La messa a disposizione dei gasdotti della Slovacchia per il trasporto del gas russo dalla Germania all’Ucraina potrebbe consentire a Kyiv – che ad oggi importa il gas russo dal territorio tedesco attraverso i gasdotti di Polonia ed Ungheria – di innalzare la quantità dell’oro blu importato dall’Occidente dagli attuali 57 milioni di metri cubi per tre mesi a 20 miliardi di metri cubi all’anno.

(Matteo Cazzulani)

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