Krasnohorska: a Padula si posero le basi per la creazione del nostro Stato

L’evento “Dov’è la patria nostra? Luoghi, memorie e storie della Legione ceco-slovacca in Italia durante la Grande Guerra”, che si è tenuto sabato 15 dicembre a Padula in provincia di Salerno, è stata una iniziativa molto apprezzabile, ci ha detto l’Ambasciatore della Repubblica Slovacca a Roma Maria Krasnohorska, che ha dato il suo patrocinio e partecipato personalmente. Tutto nacque circa un anno fa, ha detto, quando «ho ricevuto una lettera della cooperativa Nova Civitas di Padula, di giovani di diverse professioni – avvocati, professori, storici – che hanno deciso di dare avvio a diverse iniziative sulla Legione cecoslovacca nel salernitano». In quest’anno che è passato, ricorda, «hanno realizzato un progetto straordinario, che ha visto coinvolti il Ministero della Difesa italiano, lo Stato Maggiore di Esercito e Difesa, e inoltre storici e studiosi dall’Italia, Repubblica Ceca e  Slovacchia».

L’evento si è aperto con la scopertura di una lapide commemorativa trilingue «a ricordo dei 10.000 soldati prigionieri austro-ungheresi detenuti nella Certosa di San Lorenzo e poi divenuti soldati combattenti della Legione creata da Milan Rastislav Stefanik. Loro hanno combattuto nel 1918 al fianco degli italiani sulla linea del Piave». Una iniziativa «molto importante per il grande lavoro fatto da Nova Civitas nella valorizzazione della memoria storica e nella diffusione delle informazioni raccolte», ha sottolineato Krasnohorska. «Sono stata colpita dal lavoro di questi giovani italiani di 30-35 anni che hanno avuto questa idea, che si accompagna a una forte passione per il proprio territorio, l’arte e la cultura».

Il clou dell’evento era il convegno storico “1915 – 1918. Italia e Cecoslovacchia: la Legione ceco-slovacca e il riscatto dell’Austria-Ungheria”, che ha visto gli interventi di storici e altri specialisti dalle università di Venezia (Francesco Leoncini), Praga (Pavel Helan) e dall’Accademia delle scienze di Bratislava (Michal Ksinan), oltre che di giornalisti e altri studiosi.

In tanti ammirano la divisione pacifica degli slovacchi e dei cechi, ci ha detto Krasnohorska, e i rapporti eccezionalmente amichevoli tra di noi. «La risposta o ragione di questo è Padula, luogo ove si è creata la prima Repubblica Cecoslovacca. Fu lì, nella lotta comune della prima Guerra mondiale con l’esercito italiano, in condizioni molto difficili e con molti che in Italia hanno perso la propria vita, che si è creato il nostro Stato».

Molti non sapevano che in questo luogo del salernitano meridionale, non lontano da Basilicata e Calabria, hanno vissuto 10.000 cechi e slovacchi, ha detto ancora l’Ambasciatore. «Tutti sappiamo della nostra storia sul Piave, o dell’azione diplomatica di Stefanik a Roma, ma questa è stata una sorpresa anche per me, il fatto che per 2 anni a Padula erano alloggiate un numero incredibile di persone, circa 10.000, che hanno fornito le basi per la creazione della Legione». È da questo luogo che si sono poste le premesse «per la consegna della bandiera a Stefanik», in Piazza Venezia a Roma, da parte del Presidente del Consiglio italiano Orlando il 25 maggio 1918, «riconoscendo di fatto la Cecoslovacchia come Stato indipendente». Poi, fuori onda, il capo della diplomazia slovacca a Roma ci confessa che «la Certosa è un luogo bellissimo, un patrimonio Unesco che merita davvero di essere promosso nel mondo».

L’evento, che aveva l’Alto patronato del Presidente della Repubblica italiana e il patrocinio delle ambasciate ceca e slovacca, ha anche una appendice che ne prolungherà nel tempo l’effetto e ne propagherà ulteriormente la eco tra i visitatori della Certosa di San Lorenzo. È stata infatti inaugurata nell’occasione una mostra semi-permanente e straordinaria dal titolo «Dov’è la patria nostra?», che espone nella passeggiata coperta del chiostro della certosa pannelli con oltre 200 fotografie, con molto materiale inedito. La mostra rimarrà visitabile fino al 15 maggio 2013.

La Certosa è stata campo di prigionia dei militari cecoslovacchi nel corso della prima Guerra mondiale, negli anni 1916-1918, punto di raccolta di oltre 10.000 prigionieri cechi e slovacchi arruolati poi nell’esercito italiano come Legione. Anche Edvard Benes, primo Ministro degli Esteri e secondo Presidente della Repubblica Cecoslovacca, visitò il campo di prigionia nel settembre 1917 e fu udito dire: «ho visto come nasce la libertà di un popolo e come si crea uno Stato».

Qui sotto un servizio realizzata dalla tv locale Ondanews.it con, tra le altre cose, un’intervista all’Ambasciatore Krasnohorska.

Per il suo italiano, abbiamo già fatto i nostri complimenti a S.E. Krasnohorska in privato. Li ripetiamo qui in pubblico. È ammirevole la sua volontà di voler sempre e comunque esprimersi in italiano anche su questioni specialistiche – come in questo caso – che richiedono espressioni e terminologia appropriata.

(Pierluigi Solieri)

Immagini: ondanews.it

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