Fico: nessun pentimento nella decisione di fondere gli assicuratori sanitari

La decisione politica di unire le tre imprese di assicurazione sanitaria in un unico istituto statale è già stata presa e il governo non ha intenzione di tornare indietro, ha detto il Primo Ministro Robert Fico mentre si recava a un vertice UE a Bruxelles giovedì. Non siamo di quelli che cambiano posizione sotto la pressione dei mezzi di comunicazione o dell’opposizione, ha sottolineato Fico, «la decisione politica è presa. Ci sarà una sola cassa malattia».

Una analisi dell’Istituto di politica finanziaria (IFP) del Ministero delle Finanze, ha ricordato, dimostra che il sistema assicurativo misto non porta alcun beneficio. Al contrario, ha detto, «l’analisi mostra che i profitti degli assicuratori sanitari privati erano in realtà superiori a quello che sarebbe stato accettabile confrontandoli con gli assicuratori all’estero». Questo, ha rimarcato, è un problema rilevante.

L’analisi, pubblicata mercoledì dall’IFP, mostrerebbe l’inefficienza del sistema sanitario slovacco. Tra le conseguenze vi è una vita media per gli slovacchi più breve di tre anni rispetto ai cechi o agli ungheresi. «Tra tutti i paesi monitorati, la Slovacchia è quello con il calo più cospicuo negli anni tra il 1997 e il 2010», è scritto nel documento. E quanto agli elevati profitti degli assicuratori sanitari privati, il rapporto spiega che «negli ultimi cinque anni i profitti rappresentato in media il 10,4% dei ricavi», una percentuale che non ha confronti negli altri paesi. Ad esempio, nei Paesi Bassi gli utili sono dello 0,8%, è scritto.

Il Ministro della Sanità Zuzana Zvolenska, intanto, ha detto sabato alla Radio Slovacca di Stato che il governo non intende gravare di debiti il sistema sanitario per la reintroduzione di un sistema unitario di assicurazione sanitaria. Non intende in particolare utilizzare le risorse per la sanità alla copertura delle spese per l’acquisto dei due assicuratori privati. Quello, ha detto, è «denaro che non può essere sprecato». Il ministro ha sottolineato che le risorse da usare per la “nazionalizzazione” degli assicuratori Dovera e Union dovranno venire dalla dismissione di proprietà statali al di fuori del settore sanitario, cosa che ha fatto imbestialire il deputato KDH Ivan Uhliarik, ex Ministro della Sanità, che l’ha accusata di voler considerare gli slovacchi degli analfabeti. Se anche questo denaro non sarebbe usato direttamente nel settore sanitario, è sempre di denaro pubblico che si sta parlando. Inoltre, l’ex ministro contesta l’idea del governo di cedere magari la partecipazione dello Stato nell’operatore telefonico Slovak Telekom, dandola in pagamento agli assicuratori, anziché di venderla sul mercato ottenendo di certo una migliore quotazione, con il cui ricavato si potrebbe per esempio ricostruire gli ospedali pubblici.

Il ministro crede che la pluralità nel sistema di assicurazione sanitaria ha portato solo caos… «nessuno è soddisfatto oggi delle condizioni di assistenza sanitaria», ha detto, aggiungendo che l’’introduzione di un singolo assicuratore porterà una maggiore soddisfazione.

(La Redazione, Fonte Tasr)

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