Scuola: ultima protesta per gli insegnanti quest’anno; a gennaio si decide se proseguire

Circa 200 dipendenti e docenti della scuola si sono radunati a Bratislava venerdì presso il grande incrocio di Trnavské mýto per esprimere il loro malcontento per la condizione del sistema educativo slovacco. Questa protesta è l’ultima del settore, quest’anno, dopo una serie di scioperi e manifestazioni varie che hanno caratterizzato in particolare le ultime settimane.

I manifestanti hanno letto una lettera aperta indirizzata al governo, dove sono elencate le esigenze dei dipendenti della scuola, quali un aumento dei salari del 10%, più giornate di studio pagate, più protezione dagli attacchi contro gli insegnanti, libri di testo di qualità e altri benefici. Inoltre, chiedevano e chiedono tuttora un graduale aumento degli investimenti nel settore dell’istruzione, in modo da raggiungere il 6% del PIL nel termine del mandato di quattro anni di questo governo.

Il sindacato, che è stato superato dalle iniziative di diverse scuole del Paese, una buona parte delle quale nella capitale, deciderà su possibili ulteriori scioperi e proteste dopo l’8 gennaio 2013, quando si attende che il Ministro dell’Istruzione Dusan Caplovic (Smer-SD) proponga interventi per migliorare la situazione nel sistema scolastico, come ha detto il capo del sindacato della scuola Pavel Ondek.

Lo sciopero nazionale dei lavoratori della scuola, iniziato il 26 novembre, è stato fermato tre giorni dopo per avviare negoziati con il governo. A tutt’ora, tuttavia, non è ancora stato raggiunto alcun accordo. Una serie di scuole ha deciso di ignorare l’ordine di squadra di sospensione e ha proseguito a organizzare varie forme di scioperi e proteste per le successive tre settimane. Alcune scuole hanno anche valutato l’idea di non dare agli studenti le pagelle semestrali se il governo non accetta le loro richieste, eventualità che il ministero ha avvisato essere contro la legge.

Nel frattempo si è saputo che nei tre giorni di sciopero di novembre le scuole hanno sospeso la copertura assicurativa sanitaria di circa 56.000 persone, docenti e altro personale del settore istruzione. Questo risulterebbe dai dati ottenuti dall’agenzia di stampa Tasr dalle società di assicurazione sanitaria in Slovacchia (VsZP, Dovera e Union). Il personale in sciopero è stato costretto a coprire direttamente le spese di assistenza sanitaria durante quel periodo. L’obbligo degli insegnanti in sciopero era di registrarsi come contribuenti indipendenti del sistema assicurativo entro otto giorni dalla dichiarazione di sciopero, pagando una somma di 1,58 euro per ogni giorno di sciopero.

(Fonte Tasr, La Redazione)

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