Un tributo alle vittime della collettivizzazione forzata

È stato presentato martedì a Bratislava, nella sede del Ministero dell’Agricoltura e Sviluppo rurale, un monumento alla memoria delle vittime della collettivizzazione forzata dell’agricoltura per mano del regime comunista in Slovacchia negli anni ‘50 del secolo scorso. L’ondata della collettivizzazione forzata colpì direttamente circa 470mila famiglie, i cui membri sono stati imprigionati, perseguitati o costretti a sfollare. Alla commemorazione hanno partecipato i membri del governo, la Confederazione dei prigionieri di coscienza, rappresentanti della vita politica e sociale, figli e altri parenti di contadini perseguitati. Si è svolta anche una messa, presieduta da mons. Frantisek Rabek, ordinario militare della Chiesa cattolica in Slovacchia.

«È giusto iniziare a commemorare le vittime della collettivizzazione forzata dell’agricoltura nella Chiesa, perché – come molti di noi ricordano – i nostri antenati pregavano sempre prima di iniziare il lavoro nei campi, poiché sapevano che il frutto del loro lavoro dipendeva dalla benedizione di Dio», ha detto mons. Rabek nella sua omelia, ricordando che molte persone famose della storia del Paese sono nate e cresciute in ambiente contadino.

(Fonte Sir Europa)

Nella foto: il leader comunista Gustav Husak il 1° maggio

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