Nuovi governi di destra in Slovacchia e Repubblica Ceca, similarità e differenze

In Repubblica Ceca e in Slovacchia si stanno formando quasi simultaneamente nuovi Governi di coalizione. Entrambi gli Stati successori della ex Cecoslovacchia avranno governi di centro-destra con un significativo programma di austerità fiscale, guidati dai partiti che sono arrivati secondi nelle rispettive tornate elettorali, ed entrambi i Premier sono ex Ministri degli Affari Sociali.

Mentre il Presidente slovacco Ivan Gašparovič ha nominato il nuovo Gabinetto di Iveta Radicova Venerdì scorso, il suo omologo ceco Vaclav Klaus è previsto ricevere il giuramento del Governo del liberale  Petr Nečas (Partito Democratico Civico / ODS) questa settimana, per la precisione domani 13 Luglio. Tra i due esecutivi ci sono tuttavia anche alcune differenze.

La coalizione di governo slovacco si compone di quattro partiti: L’Unione Democratica e Cristiana Slovacca (SDKÚ-DS), Libertà e Solidarietà (SaS), il Movimento Democratico Cristiano (KDH) e il partito etnico ungherese Most-Hid (“ponte” nelle lingue slovacca e ungherese). SaS e Most-HID sono nuovi nella politica slovacca – non hanno mai partecipato ad una elezione legislativa prima, anche se molti dei politici di Most-Hid hanno avuto esperienze in passato in altre formazioni.

La coalizione ceca sarà composta dal Partito Democratico Civico (ODS) e due partiti minori – il conservatore TOP 09 e il centrista Affari Pubblici (VV). In entrambi i paesi ci sono dunque due partiti nuovi nei rispettivi parlamenti, in Repubblica Ceca sono TOP 09 e VV. Sia lo slovacco SaS che il ceco TOP 09 condividono una agenda fiscale ed economica molto rigorosa e di austerità.

Una differenza importante nel margine di maggioranza: mentre in Slovacchia la coalizione controlla 79 su 150 seggi nel Parlamento slovacco, e quindi ha una maggioranza relativamente fragile di soli 4 deputati, la coalizione ceca ha una maggioranza più consistente, con 118 seggi su 200, e il Governo avrà l’opportunità di attuare riforme importanti che sono state rinviate per anni, come la riforma del sistema pensionistico. Le elezioni parlamentari ceche del 2006 produssero un risultato molto più fragile, con una situazione di stallo di 100 deputati contro 100. Stallo che è stato risolto con l’adesione di alcuni deputati socialdemocratici ad una coalizione di centro-destra guidata da ODS.

Tra i principali obiettivi politici dei Governi al nastro di partenza vi sono in Slovacchia una riforma della pubblica finanza, un freno al debito, la lotta alla corruzione e al nepotismo, un sistema per rendere gli appalti più trasparenti, il miglioramento delle relazioni con l’Ungheria e la limitazione dell’immunità parlamentare (che rimarrà solo per gli interventi effettuati in Parlamento). In Repubblica Ceca invece il Governo di Necas, nonostante il patto di coalizione non sia ancora stato ufficializzato, ha tra le sue priorità un «Governo di responsabilità fiscale, lo stato di diritto e la lotta alla corruzione». I partiti hanno già concordato in una limitazione delle prestazioni sociali, l’introduzione delle tasse universitarie, la riduzione delle sovvenzioni ai mutui ipotecari. Il prossimo Governo ceco assicura comunque che non ci saranno aumenti fiscali (lo stesso hanno detto la Radicova e Miklos in Slovacchia) e le pensioni saranno adeguate all’inflazione.

Il Governo slovacco ha due donne in prima linea, Il Premier Iveta Radicova e Lucia Zitnanska al Ministero della Giustizia, entrambe del partito forte della coalizione, SDKU-DS. Al contrario, il Governo ceco sarà un club di soli uomini, anche se gli elettori cechi hanno mostrato chiaramente che vogliono le donne in politica. Dei 200 membri della camera bassa, 44 sono donne, molte delle quali elette tramite il voto di preferenza.

(Fonte Aktualne.cz)

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