Scuola: gli scioperi degli insegnanti proseguono in alcune scuole

Continua la protesta di un certo numero di scuole in Slovacchia, che anche questa settimana hanno deciso di tenere le loro porte chiuse, nonostante la posizione di attesa del sindacato nazionale che, sebbene abbia rifiutato un compromesso con il governo, ha per il momento sospeso qualunque azione di protesta rimandando eventuali scioperi al nuovo anno.

La promessa di aumenti per appena il 5% dei salari è considerata, dai rappresentanti dei lavoratori del settore, del tutto insufficiente ad affrontare il profondo problema di un sistema di istruzione nazionale sotto finanziato, e «degrada le persone». Il governo ha dato il via libera all’aumento già garantito prima ancora che venisse realizzato lo sciopero di due settimane fa (a cui hanno partecipato l’80% delle scuole primarie e secondarie). L’esecutivo ha anche introdotto un meccanismo di finanziamenti alle scuole legato al numero di scolari per ogni scuola e classe, che secondo fonti governative potrebbe portare a ulteriori 50-60 euro mensili nelle tasche di molti insegnanti in determinati distretti. Il governo è cosciente che questo può significare una stagione calda di proteste nel settore scuola, ma il 10% di incremento dei salari richiesto dai manifestanti è considerato del tutto irrealistico in questa congiuntura.

Per oggi è previsto un raduno davanti all’ufficio di gabinetto a Bratislava degli insegnanti del ginnasio di Puchov (regione di Trencin). I dipendenti della scuola a Presov stanno lanciando una serie di proteste organizzate dal loro sindacato per domani, martedì, e ulteriori contestazioni sono in programma a Banska Bystrica, Trnava, Nitra, Kosice, Trencin e Bratislava mercoledì.

Secondo il Ministro dell’Istruzione Dusan Caplovic (Smer-SD), nella sua recente visita in Slovacchia il segretario generale dell’OCSE ha raccomandato che il governo slovacco tenti di eliminare le inefficienze in materia di istruzione e trovi le risorse per gli aumenti attraverso una ottimizzazione del sistema di istruzione nazionale. È necessario che per il settore istruzione, ritiene l’OCSE, si arrivi ad aumentare gli stipendi del 50% – obiettivo da realizzarsi in più fasi. La questione dovrebbe essere discussa in Parlamento questo mese in seguito a una sessione straordinaria avviata dall’opposizione.

(Red)

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