Patrimonio mondiale dell’Unesco: 40 anni di successi o un fallimento?

Al di là di vuote celebrazioni, i 40 anni della Convenzione del Patrimonio mondiale dell’UNESCO pongono anche degli interrogativi. Uno se lo pone in particolare Il Giornale dell’Arte, lo storico magazine Allemandi per tutti gli appassionati di arte, mercato e conservazione nell’articolo “L’Unesco ha 40 anni: successo o fallimento?” uscito sul numero di dicembre a firma Rob Bevan. L’urgenza in quegli anni nacque dalla necessità di salvare i templi di Abu Simbel, minacciati dalla costruzione della diga di Assuan, in Egitto, che vennero smontati e ricostruiti a blocchi in una zona diversa e fuori rischio. Ma poi le urgenze sono state e sono tutt’ora tante. Le ultime in ordine di tempo sono la distruzione del suq nella città vecchia di Aleppo, in Siria, bruciato negli scontri tra le forze ribelli e l’esercito di Assad, e la perdita di antichi luoghi sacri sufi a Timbuctù nel Mali.

Nel ricordare il dolore per la distruzione del ponte ottomano di Mostar nel caos post-jugoslavo del 1993, la scrittrice croata Slavenka Drakulic si chiese perché si prova più dolore davanti a un ponte distrutto che non «alla vista di tutta quella gente massacrata»… La ragione, disse, è che sappiamo che la gente è mortale. Ma «la distruzione di un monumento della nostra civiltà è una cosa diversa. Il ponte era un tentativo di raggiungere l’eternità che trascende il nostro destino individuale», scrive il Giornale dell’Arte.

Leggi l’articolo a questo link.

(Red)

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