Sindacati della scuola: no all’offerta del governo, possibile ripresa sciopero

I sindacati degli insegnanti della scuola pubblica e del personale scolastico non docente hanno rifiutato l’offerta di aumento degli stipendi del governo. La decisione è stata presa in un consiglio straordinario che si è tenuto ieri e si è protratto per cinque ore. I sindacati hanno annunciato che lo sciopero interrotto il 28 novembre rimane per il momento sospeso, ma potrà riprendere, anche se non prima di Natale.

La decisione di rifiutare l’offerta governativa è dovuta al fatto che in realtà il 7,5% di aumento è garantito solo per un 5%, perché il resto dovrebbe venire da presunti risparmi amministrativi fatti nelle scuole e a livello regionale. Prima di quest’ultima proposta, il governo aveva già suggerito una percentuale massima di 5 punti percentuali di incremento per gli stipendi per insegnanti e altro personale scolastico dal 2013, che avrebbero comunque pesato per oltre sessanta milioni di euro su un bilancio statale già in difficoltà per le manovre di consolidamento in corso e per un’accertata riduzione delle entrate fiscali per quest’anno, già ben oltre il preventivato.

Gli insegnanti dunque rimangono fermi sulla loro richiesta di aumenti per un 10% dei salari, oltre a una serie di altre richieste di incrementi degli investimenti nel settore istruzione per far recuperare alla scuola slovacca il gap che ha nei confronti degli altri paesi dell’area. Chiedono una crescita del livello di investimenti dello 0,3% annuale del PIL nel sistema educativo tra il 2014 e il 2016. Gli stipendi degli insegnanti dovrebbero raggiungere nelle intese del sindacato tra le 1,2 e le 1,6 volte il salario medio entro il 2016.

Si è intanto tenuta ieri, mercoledì, la seconda manifestazione degli insegnanti della dozzina di scuole di Bratislava che stanno proseguendo la protesta contro la volontà del sindacato nazionale. A loro si sono uniti centinaia di studenti che vogliono sostenere i propri insegnanti nella battaglia. Nel raduno davanti al Palazzo del Governo si è continuato a chiedere un sistema di istruzione di qualità superiore e stipendi più elevati. Tra le frasi sentite al megafono, Tasr ha scritto di aver sentito “Non vogliamo aule con infiltrazioni d’acqua, scale ammuffite e scuole fredde d’inverno e bollenti d’estate”, oppure “I tagli devono essere applicati al ministero!”.

I manifestanti delle scuole “ribelli”, di diversi livelli di istruzione, si sentono mortificati e ingannati dal sindacato, che ha ceduto al governo anche se le loro richieste non sono state soddisfatte.

«Stiamo solo insistendo sulle richieste originali del sindacato. Non abbiamo nuove richieste. Già quelle originali erano un compromesso, e il governo non dovrebbe avere alcun problema a soddisfarle», ha detto l’organizzatore della protesta, Kamil Kandalaft della scuola elementare Dubova di Bratislava. L’iniziativa ha il sostegno di diversi personaggi pubblici, tra i quali gli scrittori Daniel Hevier e Michal Hvorecky.

(La Redazione, Fonte Sme)

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