Tasse: Parlamento approva l’aumento delle imposte per privati e aziende

È divenuta legge martedì la proposta del governo di introduzione di una serie di modifiche in materia di aliquote fiscali per persone fisiche e imprese. Le imposte sul reddito delle società passerà dal 19 al 23% da gennaio 2013, mentre i privati che guadagnano oltre 3.246 euro lordi al mese vedranno crescere la loro tassazione al 25%. Per chi ha invece redditi inferiori rimane confermata l’imposta al 19%. Inoltre, i redditi di determinati funzionari costituzionali, come parlamentari, membri del governo e Presidente della Repubblica, si vedranno decurtare un ulteriore 5% quale imposta sui redditi.

Viene poi introdotto un limite al 40% per le spese deducibili una tantum per i lavoratori autonomi, con un limite massimo fissato a 5.040 euro all’anno, o in alternativa a 420 euro al mese. In questo modo viene certificata la morte definitiva della flat tax al 19% per tutti i contribuenti, che era sopravvissuta a quattro governi nei suoi otto anni di storia.

Il Primo Ministro Fico ha ribadito, all’atto dell’approvazione, la convinzione sua e del partito Smer-SD che è giusto aspettarsi un maggior contributo al risanamento delle finanze pubbliche da coloro che guadagnano oltre 3.300 euro al mese. Secondo il Ministero delle Finanze le nuove misure porteranno in cassa il prossimo anno 376,6 milioni di euro in più, una somma pari allo 0,51% del PIL. Negli anni successivi l’aumento di entrate fiscali stimato sarebbe di 415,9 milioni nel 2014 e di 445,2 nel 2015.

Critrici i partiti dell’opposizione SDKU-DS, KDH e Most-Hid, che sostengono essere questa una «scommessa politica». I leader dei tre partiti, che sono associati nella cosiddetta Piattaforma popolare, hanno invitato il Presidente Gasparovic a porre il veto sull’emendamento all’imposta sul reddito. Così si è espresso il leader SDKU Pavol Freso, avvisando che  il nuovo provvedimento darà il via libera all’economia grigia, che porterà a una minore riscossione delle imposte, così che Smer-SD potrà «continuare ad aumentarne le aliquote», ha predetto.

Il capo di Most-Hid, Bela Bugar, ha avvertito che il partito di governo Smer sta in questo modo inviando due messaggi pericolosi: alla gente, che «non ha senso lavorare e pagare le tasse» in Slovacchia, e agli investitori che «non conviene investire qui», ha detto. I leader dell’opposizione hanno promesso che lavoreranno per reintrodurre l’aliquota d’imposta fissa se riceveranno la fiducia degli elettori al prossimo appuntamento elettorale nazionale.

(Fonte Slovensky Rohzlas)

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