Scuola: governo propone aumento del 7,5%, la parola ora ai sindacati

Una settimana dopo l’inizio dello sciopero della scuola, il capo del governo Robert Fico ha offerto ieri agli insegnanti un aumento di stipendio per il prossimo anno nell’ordine del 7,5%, prevedendo di tirar fuori direttamente dalle casse dello Stato solo una parte, e il resto sarà attinto dai conti dei comuni. A questa offerta il capo del sindacato Pavel Ondek, contestato da una parte delle scuole che hanno proseguito lo sciopero malgrado la sospensione decretata a livello nazionale lo scorso mercoledì, ha detto che lui continua a rivendicare le istanze iniziali della protesta, ovvero un aumento del 10% dei salari e maggiori fondi per le infrastrutture della scuola. In ogni caso, ha replicato, il Consiglio nazionale prenderà una decisione sull’offerta del Premier, probabilmente tra oggi e domani.

I sindacalisti della scuola hanno in programma di discutere l’offerta oggi, insieme alla fine dello sciopero. Ma si trovano in disaccordo con i sindaci, che si oppongono alla proposta governativa per il rischio di creare «problemi e tensioni, perché ogni scuola è diversa, ha diversi costi di approvvigionamento energetico […], eccetera», ha detto il vice presidente dell’Associazione slovacca delle città e villaggi, Jozef Turcany.

L’offerta attuale del governo, che risulterebbe in 40 euro in media in più al mese, viene dopo il rifiuto da parte dei sindacati della precedente proposta di un aumento del 5% delle paghe di insegnanti e personale non docente. Nella sua proposta, comunque, il governo prevede di pagare solo il 5% con nuovi fondi, mentre il resto (il 2,5%) dovrebbe venire dai fondi del Ministero dell’Istruzione che sarebbero deviati dai comuni direttamente alle scuole.

(La Redazione)

 

 

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