SEPS non intenzionata a dare nuovi permessi per impianti solari ed eolici in Slovacchia

Uno studio che l’Università Tecnica Slovacca di Bratislava ha preparato per il gestore del sistema di trasmissione di energia elettrica in Slovacchia (SEPS) dimostrerebbe che la rete elettrica del Paese al momento non è pronta per la costruzione non solo di fonti di energia rinnovabili ma anche altre nuove fonti energetiche, spiega in un articolo di oggi The Slovak Spectator. L’analisi spiega che prima di tutto si dovrà aumentare la capacità di trasporto della rete di trasmissione. Il che mette un freno all’eventuale ripresa della costruzione di impianti di energia solare ed eolica, quanto meno fino al 2016, spiega lo studio, che prende in considerazione anche il completamento delle unità 3 e 4 della centrale nucleare di Mochovce, in procinto di essere attivate nei prossimi due anni   .

L’indagine segnala che il Ministero dell’Economia «dovrebbe rivedere su questa base l’approccio al rilascio dei certificati per la costruzione di nuove sorgenti di energia elettrica e riesaminare anche i titoli già validi, così da soddisfare la capacità installata di fonti energetiche rinnovabili indicate nel Piano d’azione nazionale e così rispettare gli impegni comunitari della Slovacchia». Inoltre, in aggiunta ad aumentare la capacità di trasmissione nel profilo Slovacchia-Ungheria, SEPS dovrebbe puntare ad aumentare la capacità anche nel profilo Slovacchia-Ucraina.

La costruzione di parchi eolici in Slovacchia è stata sospesa alla fine del 2009, e da allora SEPS non ha emesso un solo parere positivo alla costruzione di nuove sorgenti di energia. Lo stesso è accaduto più tardi nel caso degli impianti fotovoltaici. SEPS considera il solare e l’eolico come fonte di energia incerte, date le rilevanti fluttuazioni nella produzione.

(Red)

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