Scuola, ribelli ancora in sciopero. Sindacato, attesi per mercoledì risultati negoziato

Oltre un migliaio di studenti, insegnanti e dipendenti di dodici istituti scolastici, in particolare scuole superiori, si sono radunati venerdì davanti all’Ufficio del Governo a Bratislava per denunciare il fatto che governo e sindacato nazionale della scuola stanno preparando un accordo per il settore istruzione alle loro spalle. I manifestanti hanno poi marciato, chiedendo a gran voce un 10% di aumenti di stipendio, fino all’edificio del Parlamento, dove hanno incontrato le barriere della polizia.

La protesta era organizzata dai dipendenti di sei ginnasi di Bratislava che hanno proseguito lo sciopero nonostante l’interruzione ufficiale da parte dei leader dei sindacati della scuola. Il Primo Ministro Robert Fico (Smer-SD) ha dichiarato di non capire la protesta e ha lanciato accuse agli insegnanti che a suo dire avrebbero trascinato gli studenti in una battaglia che non è la loro. Ha poi lodato al contrario l’atteggiamento costruttivo della maggioranza delle scuole slovacche che sono in attesa dei risultati dei negoziati, che riprenderanno oggi, lunedì 3 dicembre. Se non si raggiungerà un accordo entro questo mercoledì, il sindacato ha minacciato di riprendere le proteste a livello nazionale. Tra le ipotesi che si fanno strada, i docenti non escludono un boicottaggio degli esami di maturità nelle scuole secondarie, degli esami di ammissione alle università, anche se si parla ancora soltanto di una possibilità e non di una minaccia.

Le scuole “ribelli” della marcia di venerdì hanno deciso intanto di proseguire anche oggi con il loro sciopero. La loro rabbia è espressa non soltanto contro l’esecutivo, ma anche contro i rappresentanti del sindacato nazionale che non informa i suoi membri dello stato dei colloqui con il governo. Temono un accordo parziale che non soddisferà tutti i soggetti del settore istruzione, con l’accettazione di un aumento inferiore al 10% e una ritirata su tutte le altre richieste che includono la modernizzazione delle strutture scolastiche ed educative.

Nel frattempo, il sindacato lamenta che il numero di insegnanti in sciopero è sceso nel corso dei tre giorni ufficiali di fermata delle lezioni a causa di ostacoli frapposti dalle autorità locali e regionali di gestione delle scuole. Mentre lunedì hanno aderito allo sciopero il 73% dei dipendenti delle scuole primarie, solo il 62% lo ha fatto il martedì e il 53% mercoledì. Nelle scuole secondarie la riduzione è stata ancora più marcata, passando dal 63% al 37%, al 30%.

(La Redazione)

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