Scuola: sindacato incontra Fico, i ribelli protestano davanti a governo e Parlamento

Si sono riuniti questa mattina davanti alla sede del governo in Namestie Slobody gli insegnanti e studenti di diverse scuole di Bratislava che hanno deciso di continuare lo sciopero (che coinvolge anche il personale non docente) che era iniziato lunedì per essere sospeso mercoledì sera dal comitato nazionale di sciopero dei sindacati della scuola. In particolare, gli insegnanti del Gymnazium ul. Ladislava Saru (il liceo bilingue italiano) hanno preso l’iniziativa, seguiti da altre scuole, in segno di discontinuità verso l’atteggiamento del sindacato nazionale che non spiega ai suoi associati quali sono stati i risultati dei colloqui con il governo.

Secondo una nostra fonte, le persone che si sono riunite in protesta questa mattina potevano essere 4.000/4.500, tra insegnanti, personale della scuola e studenti, che hanno creato un corteo che si è mosso verso l’edificio del Parlamento. Qui i rappresentanti dell’istituto Saru e altri hanno consegnato una lettera aperta, indirizzata a Presidente della Repubblica, governo e Parlamento. Nella lettera, docenti e altro personale del settore scuola ricordano alle forze politiche che malgrado le tante dichiarazioni dei governi che si sono succeduti in questi anni a favore dell’istruzione come una loro priorità, le istanze della scuola sono senza sostegno reale e le tante promesse elettorali rimangono insoddisfatte. «Noi non combattiamo contro qualcosa, ma per qualcosa – un nuovo rapporto con la società a favore dell’istruzione e della formazione. Gli investimenti nell’istruzione sono da considerarsi investimenti per il futuro della nostra società. Un ritardo nella risoluzione di questi problemi riduce la competitività dei laureati delle nostre scuole in un’Europa oggi integrata», dice la lettera, che spiega come lo sciopero è l’ultima risorsa per il settore, dopo oltre un anno e mezzo di contrattazione senza alcun risultato.

E prosegue: «Continuiamo a chiedere non solo un aumento degli stipendi del 10%, ma in particolare: 1) una garanzia di aumenti annuali dei finanziamenti nell’istruzione e degli stipendi degli insegnanti da risorse pubbliche, per compensare il gap del Paese nei confronti della media UE e OCSE. 2) stabilire condizioni che producano un migliore ambiente di apprendimento per studenti e insegnanti. 3) aprire un dibattito sul futuro dell’istruzione tra gli esperti e l’opinione pubblica in generale».

Al liceo Saru e nelle altre scuole “ribelli” lo sciopero prosegue quanto meno fino a questa sera, e in queste ore gli insegnanti si stanno riunendo per decidere come proseguire la protesta. Tra le idee in campo c’è quella di stabilire un giorno di sciopero per ogni settimana a venire, fino a quando non si ottengono risultati. Sarebbe comunque uno sciopero “bianco”, senza lezioni, con però insegnanti e altro personale ai loro posti. In alternativa, scioperi di una giornata a turno con altre scuole. A sostenere l’opera di queste scuole sono anche scuole si altre regioni della Slovacchia, sappiamo in particolare di istituti di Presov e Kosice.

Intanto, secondo l’agenzia Tasr, il capo del sindacato Pavel Ondek avrebbe di nuovo incontrato il Premier Robert Fico ieri (giovedì 29 novembre) dopo il confronto avuto martedì, che aveva scatenato l’insoddisfazione di una parte degli insegnanti per la scarsità di informazioni a loro disposizione.

Ieri è apparsa sul sito topky.sk una notizia su un collegamento esistente tra lui e il partito di governo Smer, che ha alzato un muro di critiche e che spiegherebbe secondo alcuni le concessioni che Ondek avrebbe fatto all’esecutivo. A leggere il sito, Ondek si sarebbe candidato a consigliere nel 2010 nel comune di Raslavice (regione Presov) con il sostegno di Smer-SD. Il capo del sindacato si era attirato commenti e biasimo per la decisione di sospendere lo sciopero, azione venuta dopo una serie di dichiarazioni ambigue. Secondo il sito, Ondek e Fico avrebbero anche tenuto colloqui privati svoltisi a porte chiuse e di notte presso l’Hotel Borik, albergo gestito dal governo.  Ondek si è rifiutato di commentare l’articolo, e ha soltanto affermato che non era candidato di Smer-SD, ma indipendente, rigettando l’ipotesi di un possibile conflitto di interessi.

Il Premier Fico si è incontrato oggi anche con i rappresentanti dell’Associazione dei Comuni slovacchi (ZMOS) e delle regioni autonome, per discutere di una cooperazione nella preparazione di una visione comune per soddisfare le richieste degli insegnanti. La portavoce di Fico avrebbe ammesso che il capo del governo ha fatto una nuova offerta al sindacato ieri sera, e si è preso un po’ di tempo per calcolarne gli effetti. I negoziati dovrebbero continuare lunedì. La portavoce del Premier ha detto di non comprendere la protesta delle scuole ribelli davanti all’Ufficio del Governo… perché noi abbiamo negoziato giorno e notte per il miglioramento delle condizioni degli insegnanti, anche se lo sciopero è stato sospeso, ha detto, lodando quello che ha definito un “atteggiamento costruttivo” da parte degli insegnanti che sono tornati alle loro classi in attesa degli sviluppi.

(La Redazione)

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