Ministeri Ambiente ed Economia: nessuna obiezione all’estrazione a Detva con cianurazione

Né il Ministero dell’Economia, né quello dell’Ambiente hanno espresso obiezioni sul progetto di estrazione di oro da un giacimento vicino al villaggio di Detva (nella regione di Banska Bystrica) utilizzando la tecnologia di cianurazione. Lo ha annunciato ieri il Ministro dell’Ambiente Peter Ziga (Smer-SD) dopo una sessione del consiglio Tripartito dei rappresentanti del governo con i sindacati e i datori di lavoro. Negli ultimi venti anni, ha detto Ziga, «circa il 90% dell’oro nel mondo è stato estratto con la cianurazione», aggiungendo che questo è un fatto di cui «è necessario tener conto».

Nel contempo, Ziga ha sottolineato che prima di cominciare qualunque opera nel giacimento dovrà essere fatta un’analisi degli effetti ambientali. I primi risultati, tuttavia, sembrerebbero indicare un effetto negativo delle miniere della regione. «L’industria mineraria è un settore molto sensibile. Dà lavoro a molte persone. Deve essere preso in considerazione anche l’aspetto sociale» ha detto il suo collega capo del Ministero dell’Economia, Tomas Malatinsky.

L’ex capo della Confederazione dei sindacati (KOZ) Miroslav Gazdik ha espresso il suo chiaro sostegno al progetto, sostenendo che l’estrazione delle risorse minerarie della Slovacchia possono aiutare l’economia del Paese.

Al contrario, la dirigenza del sindacato KOVO all’interno delle acciaierie Strojarne Podpolianske Detva che si trovano vicino al giacimento, hanno dichiarato oggi che la decisione dell’Ufficio minerario distrettuale di Banska Bystrica di rilasciare il permesso all’estrazione dell’oro sulla collina di Biely Vrch a Detva rappresenta una dimostrazione di arroganza senza precedenti da parte dei funzionari dello Stato. Queste persone del Ministero dell’Economia e dell’Ambiente, mostrano, a noi, agli slovacchi e in particolare agli abitanti della regione di Podpolanie, «che una petizione firmata da più di 11.000 persone, oltre alle decisioni dei consigli comunali locali […] e le prese di posizione negative delle associazioni civili della regione sono per loro importanti più o meno quanto un pezzo di carta igienica usata», si legge nella dichiarazione del sindacato inviata ai media. Il governo, si legge ancora, ci ha venduto a una società mineraria straniera.

Questo è al momento l’ultimo atto di una storia che dura da tempo e che vede la cittadinanza locale, pur attratta dai posti di lavoro che verrebbero creati, decisamente contraria allo sfruttamento minerario della collina di Biely Vrch da parte della società Emed Slovakia (Eastern Mediterranean Resources) per i pericoli per l’ambiente e la popolazione che sarebbero provocati dal metodo scelto per l’estrazione.

Una legge promossa dagli ambientalisti nel 2007 stabilisce che non è possibile fare estrazioni minerarie in Slovacchia utilizzando cianuro fino a che questo metodo non sia approvato dagli organi amministrativi delle città e villaggi interessati.

(Red)

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