Scuola: da ieri è sciopero a oltranza

Circa 4.000 dipendenti della scuola si sono raccolti ieri, lunedì 26 novembre, sulla piazza Trnavske Mýto a Bratislava, nell’ambito della sciopero nazionale degli insegnanti. Oltre l’80% delle scuole primarie e secondarie di tutta la Slovacchia è rimasto chiuso ieri per lo sciopero cominciato dagli insegnanti con l’obiettivo di protrarlo ad oltranza. Questo è il secondo sciopero dell’anno nel settore scuola per ottenere un aumento delle paghe. I sindacati chiedono un incremento del 10% oltre a migliori condizioni finanziarie globali del sistema scolastico. Le posizioni con il governo, che ha offerto un 5% di aumento, sono per ora abbastanza distanti. La proposta del governo darebbe in media appena 36 euro in più al mese ad ogni insegnante – senza peraltro apportare nessun cambiamento sistematico né dare maggiori risorse per le attrezzature tecniche e scientifiche nelle scuole.

Il Ministro dell’Istruzione Dusan Caplovic (Smer-SD) sostiene che la proposta governativa di un 5% di aumento da gennaio è generosa, in un momento di crisi economica. Anche il Primo Ministro Robert Fico spiega che l’offerta è già un grande sforzo: si tratta di circa 62 milioni di euro, e l’esecutivo avrebbe anche potuto dire gli insegnanti che non accettava alcun incremento per il 2013. «Sanno bene che siamo in cattive acque, così come tutta l’Europa», ha detto Fico. Il Ministero delle Finanze ha sottolineato che il settore dell’istruzione è una priorità per il governo, ed è dimostrato dal fatto che il Ministero dell’Istruzione ha ricevuto la maggior parte di fondi tra tutti i ministeri, e l’aumento proposto del 5% è in netta contraddizione con il taglio sempre del 5% degli stipendi degli impiegati statali per il prossimo anno. Diversi incontri nelle scorse settimane dei rappresentanti sindacali con i Ministri dell’Istruzione e delle Finanze, anche con la mediazione del Presidente della Repubblica, non sono serviti a scongiurare lo sciopero.

Per il settore istruzione si tratta della più grande azione di protesta dell’ultimo decennio. Anche gli studenti hanno dato il loro sostegno alla sciopero chiamando alla protesta attraverso le reti sociali. Siamo d’accordo con gli insegnanti per le loro richieste di salari più alti, si legge sulla pagina Facebook dedicata, «questo problema interessa anche noi studenti. Facciamo vedere agli insegnanti che li stiamo sostenendo e che non sono soli». Tra gli striscioni retti ieri dagli studenti alla manifestazione a Bratislava, uno diceva “sistema di istruzione scadente = nazione stupida”.

Gli stipendi degli insegnanti in Slovacchia sono tra i più bassi nei paesi OCSE e sono anche al di sotto del salario medio in Slovacchia. Il personale docente della scuola è pagato in media 687 euro lordi al mese, mentre lo stipendio medio è di 793 euro, secondo i dati ufficiali del secondo trimestre di quest’anno.

Nel fine settimana il Ministro Caplovic aveva ricordato come il numero di studenti per ogni insegnante in Slovacchia è «lussuosamente basso». Secondo lui qui ci sono le classi meno numerose di tutto il mondo, con circa 11 studenti per insegnante. Ma nella realtà, ha scritto Sita, le statistiche dicono che ci sono più alunni per insegnante in Slovacchia che nella maggior parte dei paesi dell’UE. Il Paese risulterebbe 7° in Europa nella classifica delle classi più numerose, con 14,8 studenti per ogni insegnante.

L’idea di proseguire lo sciopero fino a quando non si otterrà quanto si chiede, comunque, appare piuttosto peregrina. I sindacati non hanno molti fondi a disposizione per poter compensare i lavoratori in protesta per le ore di lavoro perse e hanno lasciato libertà ad ogni scuola di decidere in autonomia. E gli insegnanti, d’altro canto, non si potranno permettere di perdere molti giorni di lavoro, dati i livelli esigui dei loro salari. È presumibile dunque che fra pochi giorni tutto ritorni nella norma. I sindacati hanno per la verità annunciato altre forme di protesta una volta rientrato lo sciopero attuale. Tra queste, la possibilità di proseguire con uno “sciopero bianco”, cioè gli educatori si presenterebbero comunque nelle classi ma si rifiuterebbero di insegnare. Eventualità che il Ministro Caplovic ha condannato senza mezzi termini. Chi si azzarda a farlo non riceverà comunque alcuno stipendio, ha detto.

Questo sciopero viene dopo una prima prova di forza avvenuta il 13 settembre scorso, quando vi aderì quasi il 90% delle scuole materne ed elementari, il 70% delle scuole secondarie e il 30% delle università.

In un incontro del 22 novembre tra il Ministero dell’Istruzione, i sindacati, i rappresentanti dei datori di lavoro e i rappresentanti dei comuni, Caplovic aveva invitato i sindaci a fornire spazi dove i bambini avrebbero potuto essere custoditi fino a quando lo sciopero non fosse rientrato.

(Red)

Rispondi

 SKG Auto & Tir Services s.r.o.

Vai al sito

news giorno x giorno

ottobre: 2017
L M M G V S D
« Set    
 1
2345678
9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031  

ARCHIVIO

pubblicità google